Fino a quanto ti può costare il conto corrente? Verifica l’ISC e il tuo profilo

Individuato il proprio profilo di correntista e il relativo ISC, è possibile confrontare tra loro le offerte delle banche sul mercato

Nonostante l’indagine annuale di Bankitalia segnali che i costi per le spese di gestione dei conti correnti delle famiglie siano in calo (nel 2013 è stata pari a 81,9 euro, 7 in meno rispetto al 2012 e 8,4 in meno rispetto al 2011), quel che si paga potrebbe comunque essere troppo.
Ma come fare a sapere se le spese addebitate dalla banca per il proprio conto corrente sono troppo care? Per scoprirlo occorre verificare l’ISC del proprio conto. L’Indicatore di costo medio è un numero che indica il costo orientativo annuo di ogni conto corrente offerto dalle banche, a seconda dell’utilizzo che si fa di quel conto.

Poiché i servizi e le caratteristiche (quindi i costi di gestione) di un conto corrente variano a seconda dell’utilizzo richiesto dal consumatore, la Banca d’Italia ha identificato 7 profili "standard" diversi tra loro a seconda dei comportamenti e delle preferenze espresse: il numero di operazioni fatte in un anno, quali vengono in genere eseguite, il tipo di servizi collegati al conto più frequentemente richiesti, il canale operativo preferito (la filiale oppure i servizi di banca on-line), e altro ancora.
Oggi, per ogni conto corrente offerto ai consumatori, le banche devono indicare a quali profi li tipo di utilizzo si addice e riportertare il relativo indicatore sintetico di costo (ISC).

L’ISC si riferisce a profi li tipo d’utilizzo standardizzati e potrebbe quindi non coincidere con il costo effettivo, calcolato sulla base del tuo utilizzo personale del conto.E’ comunque uno strumento molto utile per confrontare le offerte delle diverse banche.

Ecco i 7 profili indicati dalla guida dall’ABI (Associazione Bancaria Italiana)

1. Profilo Giovani
1641 operazioni annue, utilizzo della carta prepagata, utilizzo dei servizi di banca on-line, limitato uso degli
assegni e del servizio di domiciliazione delle utenze.

2. Profilo Famiglie con operatività bassa
201 operazioni annue, carta di debito ma non di credito, utilizzo dei servizi per il pagamento della rata di mutuo
e fi nanziamento (ad esempio del tipo “credito al consumo”).

3. Profilo Famiglie con operatività media
228 operazioni annue, utilizzo della carta di debito, della carta di credito, dei servizi per il pagamento della
rata di un mutuo.

4. Profilo Famiglie con operatività elevata
253 operazioni annue, utilizzo della carta di debito, della carta di credito, dei servizi per il pagamento della
rata di un mutuo e accesso ai servizi di investimento.

5. Profi lo Pensionati con operatività bassa
124 operazioni annue, preponderanza dell’utilizzo della filiale rispetto ai canali alternativi (quali ad esempio i
servizi di banca online).

6. Profilo Pensionati con operatività media
189 operazioni annue, intenso utilizzo della carta di debito (sia per prelevare sia per effettuare operazioni di
pagamento), accesso ai servizi di investimento.

7. Profilo Operatività bassa (relativo ai conti a consumo)
112 operazioni annue, limitato uso dei principali servizi quali prelievo, assegni, domiciliazioni e bonifici.

A ogni profilo corrisponde un ISC diverso. Una volta individuato quale dei profili si avvicina maggiormente al tuo, hai anche trovato quale ISC prendere in considerazione per fare un confronto tra le offerte delle diverse
banche.  

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