Finanziaria: soldi alle ronde e più tasse per le regioni in rosso

Tagli e regali nell'ultimo emendamento del governo. Aumenti dell'Irpef per le regioni con bilanci sanitari in deficit. E possibilità per i comuni di rimborsare le ronde

Finanziaria che dà, Finanziaria che toglie. Aspettando che la giostra degli emendamenti si fermi e si sappia quali saranno gli effettivi tagli, le stangate o i regali ai contribuenti, tocca occuparsi dei vari aggiustamenti che si susseguono in corso d’opera. Soprattutto quando l’intervento – come l’emendamento “omnibus” appena presentato – giunge dal governo, attraverso lo stesso relatore della legge, perché sono quelli che avranno più possibilità di giungere al traguardo finale.

Regioni in rosso, pagano in cittadini
Cominciamo dalle stangate: aumenteranno le tasse nelle regioni che hanno un bilancio della sanità in rosso. L’emendamento “omnibus” prevede anche questo. Se il sistema sanitario ha perdite superiori al 5% la Regione è obbligata a presentare un piano di rientro che sarà soggetto a verifica. Se il piano non viene presentato o non supera la verifica scatta un aumento automatico dello 0,15% dell’Irap e dello 0,30% dell’addizionale Irpef per quella regione.

Insomma come utenti-contribuenti potremo “scegliere” tra il taglio della spesa sanitaria, con la conseguente riduzione dei servizi, o l’aumento delle imposte.

Meno soldi, meno assessori
Non ce n’è solo per le regioni. L’emendamento prevede anche un taglio dei trasferimenti dallo Stato agli enti locali (comuni e province) di quasi 300 milioni di euro per il triennio 2010-12. Soldi che, secondo i suggerimenti dello stesso governo, dovrebbe essere recuperati con la riduzione del numero degli assessori e dei consiglieri, e anche di funzionari e dirigenti.

Ronde rimborsate e soddisfatte
Ma i tagli non valgono per tutti. Di sicuro non per i componenti delle ronde previste dal pacchetto sicurezza che potranno essere rimborsate dagli stessi comuni. Esce anche questo dal cilindro dell’emendamento omnibus: si dà ai sindaci che si avvalgono di associazioni di cittadini ai fini di sicurezza la “possibilità di rimborso delle spese sostenute dalle predette associazioni”. Sostegno a un servizio di pubblica utilità o regalia politica? Quello che è certo è che per i comuni si riducono le entrate ma si allargano le voci di spesa “imposte” dal centro. Non un grande esempio di federalismo fiscale. (A.D.M.)

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