Finanziamento ai partiti, la Camera rimborsa 56,3 milioni. Ecco la ripartizione

Via libera al piano di spartizione della 'torta' dei rimborsi elettorali ai partiti. Una tranche da oltre 56 milioni di euro. Intanto la Camera rinvia l'approvazione del ddl che dovrebbe abolire il finanziamento diretto alle forze politiche

La Camera ha approvato il piano di ripartizione dei rimborsi ai partiti per le elezioni 2013.
Con il voto contrario dei tre rappresentanti del Movimento 5 stelle (che rinuncia a 4 milioni 189mila euro), è stata decisa l’assegnazione di una cifra complessiva di 56,3 milioni di euro, che spettano ai partiti per le elezioni politiche e per le regionali in Sicilia, Lazio, Lombardia, Molise, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta. La cifra tiene conto delle penalizzazioni previste dalla legge e dell’aumento dei contributi privati.

Se si esclude il Senato, limitatamente ai gruppi parlamentari rappresentati a Montecitorio, la cifra complessiva è di 48 milioni 665mila euro, così suddivisi: 
 

Pdl  18.674.106,66
Pd  18.074.055,84
Lega    5.479.071,41
Udc    3.111.184,39
Sscelta Civica    1.351.895,46
Sinistra ecologia e libertà    1.123.912,23
Fratelli d’Italia      442.868,49

Oltre che sulla effettiva necessità di tali rimborsi e sulla validità legge che regola le erogazioni statali, i cittadini si interrogano anche sulle modalità di utilizzo di tali fondi da parte delle segreterie e dei tesorieri. Dal 1974, anno in cui venne introdotto, a oggi si sono susseguite diverse normative preposte a regolare i meccanismi del finanziamento pubblico… nessuna delle quali efficace nel prevenire scandali e malversazioni.
 

Attualmente, la commissione Affari costituzionali alla Camera sta esaminando il ddl che abolisce il finanziamento diretto ai partiti. Lo schema all’esame di Montecitorio prevede un graduale passagio al sistema delle donazioni spontanee alle forze politiche da parte dei cittadini.
L’intenzione è quella di approvare in commissione il ddl che abolisce il finanziamento ai partiti entro l’estate, tuttavia è stato rimandato al primo agosto il termine per l’esame del provvedimento, che sarebbe dovuto essere in Aula già venerdì 26 luglio. Il termine slitta al 1° agosto.

 

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