Finanziamenti per rimuovere o demolire opere e immobili in aree a rischio idrogeologico

Il ministero mette a disposizione 10 milioni di euro per ridurre i rischi del dissesto idrogeologico

Molte aree del nostro paese sono a rischio di dissesto idrogeologico, ce ne accorgiamo ormai ogni anno quando nei periodi di forti precipitazioni l’Italia mostra tutta la propria fragilità.

Il rischio idrogeologico rappresenta il rischio del verificarsi di un evento catastrofico, quale alluvione, frana o valanga, in particolari condizioni climatiche e ambientali.

Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ha previsto dei finanziamenti per gli interventi di rimozione o di demolizione delle opere o degli immobili realizzati in aree a rischio.

Possono accedere ai fondi i comuni nel cui territorio ci siano opere e immobili realizzati in assenza o in totale difformità dal permesso di costruire, in aree soggette a rischio idrogeologico elevato o molto elevato.

Il finanziamento coprirà i costi degli interventi di rimozione o di demolizione delle opere o degli immobili. Sono incluse le spese tecniche e amministrative connesse, ove sia presente un provvedimento definitivo di rimozione o di demolizione non eseguito nei termini stabiliti.

Nelle spese tecniche rientrano i costi di smaltimento dei materiali derivanti dalle demolizioni e gli interventi per favorire la ripresa della vegetazione autoctona.

Come spiega l’Anci in una nota, il fondo istituito, dal valore di 10 milioni di euro, servirà ad anticipare ai comuni le risorse necessarie per rimuovere le opere abusive nelle aree a rischio, che a volte restano in piedi proprio per mancanza di fondi negli enti locali.

Possono presentare la domanda di concessione di finanziamento i comuni nel cui territorio ricadono l’opera o l’immobile realizzati in assenza o in totale difformità dal permesso di costruire, dando priorità ai manufatti costruiti in aree classificate a rischio idrogeologico elevato o molto elevato (R3 e R4).

Una volta ottenuto il finanziamento, i comuni avranno quattro mesi di tempo per abbattere gli immobili, altrimenti dovranno restituire la somma. I Comuni si rivarranno inoltre sui responsabili per il recupero delle spese, più rivalutazioni e interessi. Queste somme torneranno quindi al Fondo, che intende essere “rotativo”.

“Al termine delle verifiche del Ministero dell’Ambiente – spiega l’Anci – gli elenchi definitivi contenenti i soli interventi da finanziare verranno sottoposti alla Conferenza Stato-Città ed Autonomie locali, affinché vengano adottati. La ripartizione delle somme disponibili su base regionale sarà effettuato dal Ministero dell’Ambiente in base ad una serie di criteri: popolazione residente; superficie; indicatori di rischio idrogeologico.

I finanziamenti saranno concessi, con successivo decreto del direttore generale della Direzione per la salvaguardia del territorio e delle acque del Ministero dell’Ambiente, a favore dei Comuni i cui interventi risultano inseriti nella graduatoria adottata dalla Conferenza Stato-Città”.

Per accedere ai finanziamenti i comuni devono fare domanda online, in un sistema predisposto e gestito dal Ministero dell’Ambiente – Direzione generale per la salvaguardia del territorio e delle acque.

Ricordiamo che la scadenza per aggiornamento prima fase e formulazione graduatoria è prevista per il 30 novembre 2016.

Tutte le informazioni necessarie per la presentazione della domanda di accesso ai finanziamenti sono disponibili sul sito del Ministero dell’ambiente.

I comuni interessati dovranno presentare il progetto dell’attività di rimozione elencando in maniera dettagliata i costi, l’elenco delle opere per cui sono stati adottati provvedimenti definitivi di rimozione e demolizione non eseguiti nei tempi stabiliti, la documentazione comprovante che l’immobile è localizzato in zona demaniale o in area a rischio e l’impegno del legale rappresentante a concludere l’intervento entro i 120 giorni stabiliti.

Fonte: Ecoseven.net

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