Finanza sostenibile: boom Green & Social Bond per la ripresa post Covid

La Finanza sostenibile: una moda o una nuova frontiera per lo sviluppo del futuro? Se ne parla tanto in questi ultimi tempi e la pandemia di Covid-19 sembra aver rilanciato le tematiche della Sustainability Finance e dei fattori ESG dettati dalle Nazioni Unite, tanto da aver innescato una impennata dei Social Bond che si affianca alla progressiva ascesa dei Green Bond.

Su quali fattori si fonda questo successo?

E’ indubbio che il Green Deal europeo e gli ambiziosi obiettivi posti dalla Commissione al 2030, uniti alla notoria “sensibilità” a queste tematiche della presidenza di turno “tedesca” dell’UE, rappresentano un fattore chiave per la crescita del mercato dei Green Bond, che ha già evidenziato solidi tassi di crescita negli ultimi anni.

Molte realtà imprenditoriali vi si sono accostate, soprattutto quelle impegnate nella transizione energetica e nella lotta ai cambiamenti climatici, attratte anche dalle condizioni favorevoli del mercato. Ma anche il mercato dei green bond governativi si sta popolando di nuovi emittenti, con vari Paesi europei che si candidano a nuove emissioni entro il 2020, ad esempio Germania, Italia, Spagna, Svezia e Danimarca.

Social Bond invece hanno ricevuto un impulso con la crisi pandemica, registrando un vero e proprio boom in questi ultimi mesi: da inizio aprile sono stati raccolti circa 20 miliardi di euro con i Social Bond, in particolare in Francia, Spagna, Italia, Paesi Bassi, Giappone ed Africa, ed il mercato è cresciuto in tre mesi del 43% arrivando a 66 miliardi di euro. Risorse impiegate in gran parte per sostenere la sanità, l’occupazione, le persone disaciate, programmi sociali di sostegno alle fasce più deboli, per mitigare il grave impatto sociale ed economico della crisi da Covid-19.

L’appello delle big company all’UE 

Ceo delle più grandi realtà imprenditoriali europee hanno lanciato un appello alle Istituzioni UE– consiglio europeo, parlamento europea, commissione europea – per sostenere la ripresa dell’economia ed il Piano Next Generation EU o Recovery Fund, in un’ottica di crescita sostenibile nel lungo periodo.

L’iniziativa battezzata “CEO Initiative for Europe’s Recovery, Reform and Resilience” è stata sottoscritta dai numero uno di aziende europee rappresentative di diversi settori, che impiegano un totale di 1,7 milioni di persone che generano più di 600 miliardi di euro di entrate, fra cui l’italiana Enel.

“Le nostre aziende – si legge nella lettera – si impegnano ad attuare l’Accordo di Parigi attraverso l’adozione dei propri piani di decarbonizzazione” e “sostenere con forza Next Generation EU della Commissione europea per accelerare la crescita di breve termine ed anche prepararsi alla trasformazione a più lungo termine, per costruirne un’Europa più resiliente, digitalizzata, prospera e sostenibile per le generazioni future”.

I Ceo delle principali holding europee dettano anche una serie di “principi” per guidare le scelte politiche dell’UE nel breve, medio e lungo periodo: dalla priorità ai temi dell’occupazione, all’attuazione del Green Deal, dalle politiche a favore degli investimenti sostenibili alla tassazione equa ed eco-sostenibile, senza dimenticare i temi dell’innovazione e del digitale.

Un tema caro per Borsa Spa

Sostenibilità è un tema caro anche a Borsa Spa. E’ partita infatti lunedì scorso presso  Borsa Italiana l’Italian Sustainabilit Week, che si svolge dal 29 giugno al 3 luglio.

Presenti 49 società, rappresentative di 13 settori – Utilities, Banks, Oil & Gas, Insurance, Industrial Goods & Services, Food & Beverage, Financial Services, Telecommunications, Construction & Materials, Chemicals, Real Estate, Personal & Household Goods, Basic Resources – con capitalizzazione aggregata pari a 287 miliardi di euro (il 55% dell’intera capitalizzazione del mercato italiano), a confronto con 180 investitori internazionali provenienti da Francia, Germania, Italia, Olanda, Spagna, Svizzera, UK e USA in rappresentanza di 100 case di investimento domestiche e internazionali.

“Borsa Italiana ricopre un ruolo fondamentale nel sostenere e implementare un ecosistema finanziario che promuova una crescita economica sostenibile e di lungo termine”, ha commentato Raffaele Jerusalmi, Amministratore Delegato della società.

Dal suo lancio nel marzo 2017, il segmento Green e Social trasversale ai mercati Fixed Income di Borsa Italiana ha dato il benvenuto a 120 strumenti di natura green, social e sustainable, emessi da 25 emittenti di natura corporate, bancaria, governativa e sovranazionale. La raccolta complessiva degli strumenti sostenibili accolti sul listino ha superato 100 miliardi di Euro.

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