Ferrovie, addio al biglietto chilometrico. La protesta dei pendolari

I viaggiatori: addio a una comodità, così solo disagi

Addio ai biglietti dei treni regionali a fascia chilometrica. Dal 1° gennaio 2016 Trenitalia manda in pensione gli storici tagliandi che non hanno data di scadenza nè indicazione della tratta, e che sono in vendita nei bar, nelle edicole e nei tabacchi.

LA SCELTA DI TRENITALIA – La scelta è stata fatta dal management di Trenitalia, che giustifica la soppressione dei biglietti chilometrici con le esigenze di lotta all’evasione. “Un graduale passaggio dalla carta al digitale necessario anche a causa dell’alto tasso di evasione dei biglietti chilometrici”, spiegano dall’azienda, che sottolinea la cifra del tasso di evasione ed elusione è dell’8,5% sul venduto. Una percentuale alta perché, non avendo indicazioni di linea e orari, vengono spesso utilizzati per tratte superiori alla fascia chilometrica acquistata, oppure, in caso di brevi tragitti, vengono comprati ma non obliterati.

I CONSUMATORI – La soppressione dei biglietti chilometrici preoccupa pendolari e lavoratori. “Sono biglietti versatili, da tenere in tasca e usare all’occorrenza – lamenta Vanni Ghimenti, portavoce di un comitato toscano – potevano essere comprati rapidamente senza fare la fila alla biglietteria ed erano molto utili agli anziani o per chi ha difficoltà ad usare le emettitrici self service”. I biglietti, fuori commercio da gennaio, potranno comunque essere acquistati fino al 31 marzo e utilizzati fino al 30 giugno 2016 salvo esaurimento scorte.

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