Fed, Powell sceglie la strada del giusto mezzo

Quel che è certo è che la banca centrale americana ha un po' deluso i mercati, che si attendevano qualcosa di più su un ritocco all'insù del Piano di Quantitative Easing.

Un po’ Trichet un po’ Draghi: dal “wait and see” (attendi e monitora) al “whatever it takes” (qualunque cosa sia necessario). Le parole del Presidente della Fed, Jerome Powell, si prestano a molte interpretazioni. Quel che è certo è che la banca centrale americana ha un po’ deluso i mercati, che si attendevano qualcosa di più su un ritocco all’insù del Piano di Quantitative Easing.

Le decisioni

Il FOMC, comitato di politica monetaria della Federal Reserve, ha confermato tassi ai minimi storici, in una banda compresa fra zero e 0,25%, come da copione.

Confermato anche il QE che oggi ammonta a 120 miliardi, di cui 80 miliardi di Treasury e 40 miliardi di Asset Backed Securities. Nessun aumento dunque, neanche lo si aspettava, ma analisti ed operatori di mercato aspettavano qualche cenno in più su un possibile futuro aumento a dicembre, 50-10 miliardi in più per dare fiato all’economia e consentirle di ripartire.

La strada del “giusto mezzo”

Powell, sorprendendo rispetto al noto interventismo della banca centrale americana, e deludendo, per aver scelto una forma di comunicazione più sibillina, non ha dato indicazioni chiare su un possibile intervento sul QE a dicembre. Anzi, ha lasciato i mercati più incerti sulle mosse future e sulla strategia

La scelta del numero uno della Fed è stata una via di mezzo fra la strategia attendista dell’era pre-Draghi e la politica del “Whatever it takes” inaugurata dall’ex presidente di Bankitalia.

Una strada più tortuosa, indubbiamente, ma dettata, da un lato, dalle prospettive economiche, dall’altro, dall’incertezza sulla futura guida gli Stati Uniti.

L’ostacolo si chiama elezioni

Le elezioni USA sono state certamente un fattore di disturbo. L’incertezza sull’esito del voto, la reazione forse un po’ eccessiva dei mercati, hanno consigliato ai banchieri centrali di “aspettare”, per avere un quado più definito sulla nuova direzione della politica economica.

Non a caso Powell è tornato ad insistere sugli “stimoli fiscali”, che ritiene indispensabili accanto alla politica monetaria accomodante. Stimoli che sono stati “congelati” sino ad oggi per consentire a chi uscirà vincitore di appropriarsi del primo atto pro-crescita della nuova legislatura.

Nuove mosse a dicembre possibili

Il Presidente della Federal Reserve non ha però escluso un nuovo intervento, possibile a dicembre, quando il quadro economico e politico sarà più chiaro. E così è tornato a parlare di “rischi al ribasso sulla crescita” e di una politica “appropriata” ed in linea di massima “accomodante”.

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