Fase Due: lavoro su turni, bus e metro “a numero chiuso”. Vacanze estive a rischio?

Secondo molti esperti dobbiamo prepararci a un'estate decisamente diversa da quella cui siamo abituati

“Non possiamo rischiare che la curva dell’ epidemia si alzi di nuovo, perché non possiamo permetterci di ripartire da capo”, con questa motivazione il Presidente del Consiglio Conte si presenterà oggi, intorno alle 14, in conferenza stampa per comunicare agli italiani la proroga delle misure restrittive oltre il 1 maggio. Dopo il 13 aprile, si pensa a un primo mini-allentamento che interesserà alcune piccole attività legate alla filiera agroalimentare e sanitaria, previo il rispetto delle misure di distanziamento e l’adozione di tutte le misure necessarie per tutelare i lavoratori.

Nel frattempo,  si continuerà ad osservare la curva dei contagi e qualora i dati incoraggianti dei giorni scorsi fossero confermati, si inizierà a pensare alla cosiddetta Fase 2 che potrebbe entrare, dunque, nel vivo.  Esperti e comunità scientifica, infatti, ribadiscono che è ancora presto per cantare vittoria e, anzi, la battaglia è ancora lunga e difficile. C’è chi teme addirittura una seconda ondata, più violenta della prima. Per questo la parola d’ordine è prudenza e lo sarà ancora per parecchio tempo.

Dopo Pasqua e Pasquetta, è ormai chiaro che bisognerà depennare dalla lista anche 25 aprile e 1 maggio, da sempre due date caratterizzate da brevi esodi, in attesa dell’estate. Catapultiamoci, dunque, al 4 maggio. Quel che è chiaro è che la “normalità”, almeno per come ce la ricordiamo prima dello scoppio della pandemia, non ci riguarderà per diverso tempo e dovremo inventarne una nuova, creando appositi schemi. “Convivere” con il virus, questo l’obiettivo finchè non si troverà una terapia efficace o, meglio ancora il vaccino per il quale però con grande probabilità occorrerà attendere il prossimo anno.

Cosa succederà nel frattempo? L’idea al vaglio del Governo è quella di far tornare in attività imprese, aziende e studi professionali prevedendo al minimo dell’affluenza negli uffici. Proprio in quest’ottica, bisognerà privilegiare lo smart working, mentre per chi dovrà per forza recarsi in sede si dovranno prevedere turni alternati divisi per orario o per fasce giornaliere.  Per garantire il metro di distanza, lo spazio tra le postazioni dovrà essere più ampio. Stessa regola anche per negozi e a tutti gli altri settori che prevedono la presenza dei clienti. Per fare acquisti bisognerà mettersi in coda, come adesso per supermercati e farmacie, entrando rigorosamente scaglionati.

Per bar e ristoranti,  distanza minima di quasi due metri tra un tavolo e l’altro e camerieri rigorosamente con la mascherina. Per andare dal parrucchiere, nei centri estetici e in tutti gli altri luoghi che prevedono un contatto ravvicinato, bisognerà fissare un appuntamento in modo da essere soltanto in due per stanza: lavoratore e cliente.

Non solo. Discorso ancora più delicato per i trasporti dove, gioco forza, il rischio assembramenti è una certezza. Oltre a tutte le misure già elencate, autobus, metropolitane e aerei potrebbero viaggiare a circa un terzo della capienza. I treni alla metà, avvalendosi di un meccanismo di contapersone.

Insomma, serve ancora sacrificio. Non è un caso che da qualche ora gli esperti inizino a frenare anche sulle vacanze estive, che potrebbero essere a serio rischio. 

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