Fase due, Italia divisa in tre macroaree. Spiraglio per bar, ristoranti e parchi

Tante le ipotesi al vaglio di Palazzo Chigi che frena sulle date. Ricciardi (OMS) avverte: seconda ondata certa, se si sbaglia riapertura potrebbe arrivare in estate

Dopo il prolungamento del lockdown fino al  prossimo 3 maggio, Palazzo Chigi si è immediatamente messo al lavoro su un possibile schema di riapertura, a condizione però che si seguano i protocolli sindacali, diviso tra le indicazioni del comitato tecnico-scientifico e i suggerimenti di task force, associazioni di categoria e sindacati.

REGIONI IN PRESSING – Cresce, infatti, sempre di più il pressing di quanti chiedono al Governo un’accelerazione della cosiddetta Fase Due: Veneto, Sicilia, Piemonte e Lombardia che spingono affinchè la data utile sia proprio il 4 maggio con Vincenzo De Luca che avvertesulla possibilità che la Campania chiuda i confini.

 

CHI POTREBBE RIAPRIRE IL 27 APRILE – Modamobilificiautomotivecantieri edili:  questi i quattro comparti produttivi al centro della valutazione per una riapertura già prima del 4 maggio, forse a partire dal 27 aprile. La scelta, se verrà confermata, è collegata alla classificazione di “basso rischio” di contagio sul posto di lavoro che è stata fornita dall’Inail.

SPIRAGLIO PER BAR, RISTORANTI E PARCHI – Il 4 maggio potrebbero riaprire, ovviamente condizionati da una serie di limitazioni e divieti, anche bar ristoranti. Spiraglio anche per i parchi dovrebbe potrebbe essere consentita l’attività motoria anche lontano da casa.

Palazzo Chigi, intanto, precisa che non c’è alcuna certezza sulle date, al momento tante le ipotesi al vaglio nessuna delle quali ha ottenuto il via libera. 

 

ITALIA DIVISA IN 3 MACROAREE – Riaperture differenziate per macroaree (Nord, Centro e Sud) in base alla diffusione del contagio, con un monitoraggio dopo 15 giorni per verificare la tenuta del contenimento e, in caso contrario, procedere a nuove chiusure. Questa l’ipotesi sulla quale, in queste ore, starebbero lavorando gli esperti che dovranno fornire al governo gli indirizzi generali per la fine del lockdown dovuto all’emergenza coronavirus.

Non solo: dove la diffusione del virus è maggiore, dovrebbero rimanere misure più stringenti, specie per quanto riguarda la mobilità tra una zona e l’altra, sia all’interno delle macroaree sia tra una macroaerea e l’altra. In quelle dove invece il virus ha colpito in modo meno violento, si potrebbero valutare riaperture più ampie. Si naviga ancora a vista nel campo dei se e dei ma e il condizionale resta d’obbligo. Il rischio è, infatti, che accelerando ora si potrebbero vanificare gli sforzi fatti fin qui. La battaglia, infatti, è tutt’altro che vinta. 

CERTA SECONDA ONDATA, RICCIARDI AVVERTE – Una seconda ondata di epidemia da coronavirus in autunno? Più che un’ipotesi è una certezza”. Lo afferma Walter Ricciardi, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.  “Fino a quando non avremo un vaccino ci saranno nuove ondate o, speriamo, tanti piccoli focolai epidemici. Per questo è molto importante non accelerare le riaperture: in caso contrario la seconda ondata invece di averla più avanti rischiamo di subirla prima dell’estate”.

 

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