Farmaci: occhio alle informazioni online

Il web partecipativo è una risorsa ma anche un rischio quando si tratta di salute

Web 2.0, la risorsa del presente. Permette la creazione-circolazione di informazioni, permette l’integrazione continua attraverso una specie di cervello collettivo.
Ma a volte l’estrema apertura può creare guai.
Secondo la rivista Altroconsumo, è questo per esempio il caso delle informazioni online sulla salute – sui farmaci in particolare – materia che richiede una buona dose di precisione.

Il caso preso in esame è quello di Wikipedia, dove il controllo dei contenuti non viene fatto a monte, bensì a valle, dall’intera comunità degli utenti.
Attraverso Wikiscanner – un programma che consente di tracciare la fonte delle aggiunte a Wikipedia, creato da Virgil Griffith e “adottato” entusiasticamente dal fondatore stesso di Wikipedia, Jimmy Wales – si è visto che dietro alcune modifiche apportate alle pagine informative sui farmaci c’erano le aziende produttrici dei farmaci stessi.

Insomma, detta in soldoni:

L’industria farmaceutica utilizza l’informazione “dal basso” per farsi pubblicità

Wikipedia, che si è giustamente conquistata fama di autorevolezza, non è però immune dalla presenza di informazioni influenzate dall’industria.

Altroconsumo offre quindi un vero e proprio decalogo per informarsi online sulla salute.

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