Farmaci da banco, le liberalizzazioni creano risparmio e lavoro

Più che positivi gli effetti del decreto Bersani. Una rivoluzione liberale

Gli effetti del decreto Bersani si sono fatti sentire. Da quando il mercato dei farmaci da automedicazione (quelli senza ricetta) è stato liberalizzato si è creato un piccolo terremoto che ha portato un risparmio per i consumatori e un sensibile sviluppo della concorrenza (creando lavoro).

I risultati della liberalizzazione del mercato dei farmaci sono sostenuti dalle associazioni dei consumatori – Adiconsum, Cittadinanzattiva, Federconsumatori, Movimento Consumatori e Movimento Difesa del Cittadino – che invitano le forze politiche ad abbandonare i tentativi di bloccare queste riforme e a rilanciare il processo di liberalizzazione.
Secondo i Consumatori sono stati 1,6 i miliardi di euro risparmiati dai cittadini che hanno scelto di acquistare i farmaci “liberalizzati” nelle parafarmacie spesso allestite da cooperative all’interno dei punti vendita sparsi sul territorio nazionale. La liberalizzazione ideata da Bersani ha permesso, inoltre, la creazione di 3545 nuove aziende, con un aumento dell’occupazione pari a 7470 nuovi posti.

In particolare le diminuzioni di prezzo dei farmaci da banco si attestano al – 27% rispetto alle stesse medicine vendute nelle farmacie tradizionali. Sforbiciata che arriva fino al 67% per i farmaci a base di acido acetilsalicico, acido ascorbico, paracetamolo. Ovvero quelli usati per raffreddori e influenze.

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