Fallimento banche, in Austria il primo caso di bail-in europeo

Prima banca fallita con le nuove regole, tagliati pure i bond senior

Il primo bail-in europeo è andato in scena in Austria. Gli austriaci sono stati i primi in Europa ad applicare la nuova normativa europea sul bail-in a una banca fallita e a tagliare in questo modo il 54% del valore delle obbligazioni senior.

IL CASO – La banca in questione è la Heta Asset Resolution Ag, bad bank pubblica nata dal salvataggio della Hypo Alpe-Adria Bank. Il valore delle obbligazioni subordinate è stato azzerato, mentre i bond senior hanno subito una sforbiciata del 53,98% e l’estensione delle scadenze al 31 dicembre 2023. La mossa è servita per coprire un buco di bilancio da 8 miliardi.

CRITICITA’ SUL PIANO LEGALE – Il caso austriaco, però, è più complicato di quanto si pensi, come ammette il ministro delle Finanze, Hans Joerg Schelling, che pure pone l’accento sul fatto che il bail-in sia in attuazione, pur con tutte le criticità sul piano legale. Infatti, la provincia della Carinzia aveva garantito gli assets della vecchia Hypo per 11 miliardi di euro, per cui la stessa Vigilanza ritiene che vi sarebbero in vista contestazioni da parte dei creditori per ottenere dall’ente locale 6,4 miliardi, ovvero il valore cancellato dei bond senior.

NESSUN RIMBORSO AI CREDITORI E’ POSSIBILE – La posizione del governo sul punto è ferma: nessun rimborso è possibile, perché ciò sarebbe incompatibile con le nuove regole europee, entrate in vigore lo scorso 1 gennaio.
“Il taglio del debito di ieri era una formalità largamente attesa”, scrivono gli analisti di Berenberg Bank, “Cosa succederà a Heta e ai suoi creditori sarà deciso nella tavola negoziale o nelle corti legali”.
Le dispute si chiuderanno entro il 2023, fa sapere l’authority, termine dopo il quale potranno essere distribuiti gli asset bancari tra i creditori.

FALLIMENTO BANCHE – La storia di Hypo è rappresentativa delle difficoltà a cui stanno andando incontro da anni diverse banche europee. L’istituto si era sviluppato nella ex Iugoslavia, ma dal 2010 aveva iniziato a scricchiolare sotto il peso delle sofferenze accusate. Salvato con 5,5 miliardi di euro del denaro dei contribuenti, un anno fa si scopre che detiene ancora una “voragine” nei conti di 8,5 miliardi. A quel punto, il governo la chiude e decide di fare intervenire la Vigilanza. Nelle scorse ore, la prima applicazione del bail-in in Europa.

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