Eurozona, il monito di Draghi: “Rivedere regole di Bilancio, non  più efficaci”

Il Presidente della BCE ha ammesso che il rallentamento della crescita dell'area euro è "superiore a quanto previsto" e ha ribadito l'importanza delle riforme strutturali

Nell’ultima sua ultima audizione davanti alla commissione Affari economici del Parlamento europeo a Bruxelles, il presidente della Bce, Mario Draghi, prima di cedere il timone alla francese Christine Lagarde, ha ammesso che  il rallentamento della crescita dell’area euro è “superiore a quanto previsto”, a causa della “debolezza del commercio internazionale in un ambiente di persistenti incertezze legate alle politiche protezionistiche e ai fattori geopolitici”.

Le stime citate da Draghi vedono nel 2019 una “crescita del Pil reale dell’1,1%, in calo di 0,6 punti percentuali rispetto alle proiezioni di dicembre 2018 e dell’1,2% nel 2020, in calo di 0,5 punti percentuali rispetto alle proiezioni di dicembre”.

Particolarmente interessante il passaggio, che si inserisce nell’ampio dibattito avviato, sulle regole di bilancio, che secondo il Presidente “vanno riviste”. “Sono state efficaci, sensate, per molto tempo”, ma ora anche se “evitano l’accumulo di debito”, non sono comunque “così efficaci perché non hanno capacità anticicliche”, ha detto ricordando l’importanza di uno strumento di stabilizzazione fiscale centrale per aiutare i Paesi colpiti da shock e sottolineando poi che le riforme strutturali sono “l’unico strumento per aumentare le prospettive di crescita”. 

L’UOMO DEL WHATEVER IT TAKES – Sta, dunque, per calare il sipario sull’era Draghi alla Bce. Era il 26 luglio 2012 quando durante un suo intervento alla Global Investment Conference a Londra, davanti a una platea di investitori e dirigenti d’azienda, pronunciò una frase che fu immediatamente presa a emblema: “Whatever it takes to preserve the euro. And believe me, it will be enough” (“La Bce è pronta a fare “whatever it takes”, qualunque cosa serva — disse in quell’occasione — per preservare l’euro. E credetemi, sarà abbastanza”). Una frase che passò alla storia preservando anche l’Italia a un’asfissia finanziaria che nell’estate 2012 era ad un passo.

Da allora sono trascorsi tanti anni e tanti passi avanti sono stati fatti, come ha voluto rivendicare proprio ieri. “Quando sono apparso per la prima volta davanti alla commissione Econ, nel dicembre 2011, l’area dell’euro era in piena instabilità finanziaria” ma da allora “ha fatto molta strada, in parte grazie al sostegno fornito dalla politica monetaria della Bce“ricordando come “negli ultimi anni, la Bce ha ripetutamente e chiaramente dato prova della propria disponibilità e determinazione a raggiungere l’obiettivo primario di raggiungere la stabilità dei prezzi, come stabilito nei trattati”. “Questa prontezza e determinazione sono state fondamentali per affrontare la crisi economica e i rischi al ribasso” ha sottolineato.

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