Europa: Lagarde candidata ufficiale alla Bce prepara politica ‘accomodante’

La commissione Econ del Parlamento Europeo ha approvato la candidatura di Christine Lagarde a presidente della Bce

Con 37 voti favorevoli, 11 contrari e 4 astenuti la commissione Econ del Parlamento Europeo ha approvato la candidatura di Christine Lagarde a presidente della Bce.

Il trattato prevede comunque che la nomina spetti al Consiglio Europeo, per tutti e sei i membri del comitato esecutivo della Banca Centrale Europea, che comprende sia il presidente che il vicepresidente, più altri 4 membri.

Il Consiglio Europeo decide sulla base di una raccomandazione del Consiglio e consulta anche il Parlamento Europeo e il consiglio direttivo della Bce (composto dei sei membri del comitato esecutivo, più i governatori delle banche centrali dei 19 paesi della zona euro). Il Consiglio Europeo decide quindi tramite una votazione a maggioranza qualificata.

All’ordine del giorno per la neo-presidente una politica monetaria altamente accomodante per un prolungato periodo di tempo. L’inflazione nell’area euro “resta troppo bassa” in modo “persistente”, pertanto “concordo” con la valutazione della Bce, secondo la quale serve una politica monetaria “altamente accomodante” per un “periodo prolungato di tempo” per portare l’inflazione all’obiettivo, cioè vicina ma inferiore al 2% – ha infatti detto Lagarde in audizione davanti alla commissione Econ del Parlamento Europeo.

Secondo Lagarde, nell’Eurozona “le riforme strutturali sono in molti Paesi una missione incompiuta. Alcuni le hanno iniziate, altri hanno guardato alle riforme in modo riluttante, senza fare molto: chiaramente i Paesi che non hanno spazio di manovra oggi, e sono meno della metà dei Paesi della zona euro, devono rivedere il loro mix di politica economica, con un focus favorevole alla crescita e usare le riforme strutturali ora”.

Ricordando che “ora abbiamo un po’ di crescita” Lagarde spiega che “queste sono le circostanze in cui le riforme strutturali possono essere più efficaci e produrre i risultati migliori”. Contemporaneamente, quei Paesi dell’area euro, che sono “la maggioranza”, che hanno invece un deficit pubblico compreso tra lo zero e lo 0,5% del Pil “hanno uno spazio” di bilancio che può essere utilizzato per stimolare l’economia.

“Durante la mia esperienza come ministro delle Finanze – continua Lagarde – ho vissuto le difficoltà di coordinare le politiche di bilancio, che sono intrinsecamente focalizzate su questioni nazionali e non sulla prospettiva dell’area euro. Tendiamo a tornare a casa, ma la dimensione europea può essere fondamentale, se completata in modo appropriato, per resistere alla destabilizzazione generata dagli choc esterni. Servono regole efficaci e semplificate e uno strumento di bilancio per l’area euro come complemento”. Nell’area euro servono anche “politiche di bilancio”, per “stabilizzare le nostre economie in tempi di recessione” e per “evitare di sovraccaricare di compiti la politica monetaria”, sottolinea.

In collaborazione con Adnkronos

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Europa: Lagarde candidata ufficiale alla Bce prepara politica ‘a...