Eurogruppo o Euro-trappola? Sul tavolo domani c’è solo il MES

Se sugli altri strumenti da mettere in campo c'è ancora incertezza, la riunione in programma domani decide le condizioni di idoneità (“eligibility”) per gli Stati membri che vorranno accedere alla nuova linea di credito

Per quanto riguarda il MES “nessuna decisione è stata presa dall’Italia” che vigilerà sull’assenza di condizioni  e solo a quel punto “esaminerà attentamente tutti i dettagli di questo strumento per valutarne la sua convenienza complessiva”.  A ribadire il concetto poche ore fa, il Ministro dell’Economia Gualtieri, nel corso dell”informativa alle Commissioni Bilancio e Finanze del Senato sull’Ecofin dello scorso 16 aprile durante la quale ha anche sottolineato che l’ultima parola spetta al Parlamento.

Niente di deciso, dunque. Intanto, l’Eurogruppo in programma domani venerdì 8 maggio, getta le basi di quella che per molti è una “euro-trappola” in piena regola.  Primo punto in agenda della videoconferenza, la definizione delle condizioni di idoneità (“eligibility”) per gli Stati membri che vorranno accedere alla nuova linea di credito del Mes, il Fondo salva-Stati, dedicata alla spesa sanitaria e di prevenzione per il Covid-19.

Fonti qualificate dell’UE hanno rivelato che si tratterà, in sostanza, di un solo documento che i paesi richiedenti dovranno compilare,  “template response plan” che sostituirà il “memorandum d’intesa” (Mou) con i termini della condizionalità macroeconomica prevista per i normali interventi di “salvataggio” del Mes applicato negli anni della crisi alla Grecia, all’Irlanda, al Portogallo e a Cipro

EUROGRUPPO O EUROTRAPPOLA? – Il “template”, hanno precisato le fonti, sarà in pratica il nuovo “Mou”, e conterrà un elenco di voci di spesa che verranno considerate idonee, limitate alla spesa sanitaria e di prevenzione, diretta e indiretta, collegata al Covid-19,  secondo un’interpretazione che “non sarà rigida”. In concreto, lo Stato membro richiedente dovrà compilare il l’elenco con tutte le spese per le quali chiedo il prestito del Mes, con un massimale equivalente al 2% del proprio PIL.  A questo punto entra in gioco la Commissione europea chiamata a controllare che i soldi del prestito siano effettivamente impiegati per il piano di spesa indicato nel “template”.  L’iter di verifica sarà condotto nell’ambito del normale processo di sorveglianza di bilancio del “semestre europeo”, che si applica a tutti gli Stati membri, senza alcuna “missione” sul terreno (allontanando così il fantasma della temuta “troika”) e sarà concentrato solo sulla destinazione d’uso del denaro prestato dal Mes. 

LE CONDIZIONI DELL’OLANDA – Proprio in vista dell’appuntamento di domani, Il ministro delle Finanze olandese, Wopke Hoekstra, pone una serie di condizioni per dare il via libera definitivo alla possibilità di usare una linea di credito del Mes dedicata alla pandemia del coronavirus, come la firma di un memorandum d’intesa da parte dei paesi beneficiari, l’ un’analisi di sostenibilità del debito e prestiti di una durata inferiore a quelli che vengono normalmente concessi dal fondo salva-Stati, , con tassi comunque superiore ai costi di finanziamento.

“Alcune condizioni preliminari sono importanti per i Paesi Bassi”, si legge infatti nel documento. “In primo luogo, come condizione per l’uso della linea di credito, dovrebbe essere incluso nel memorandum d’intesa che i Paesi si impegnino a utilizzarla per sostenere il finanziamento interno dell’assistenza sanitaria diretta e indiretta, la cura e i costi relativi alla prevenzione” dovuti alla pandemia di Coronavrius.

Inoltre, chiede che sia “disponibile solo per la durata della crisi Covid-19” e che le procedure previste dal trattato Mes per la concessione di aiuti “siano seguite in modo adeguato”.

CHE FARA’ L’ITALIA? –  Se all’inizio il Premier Conte non perdeva occasione per ribadire l’inadeguatezza dello strumento, nel corso dei giorni la posizione del Presidente del Consiglio si è decisamente ammorbidita. Mes “da solo” inadeguato, ha continuato a ribadire. E la chiave, secondo molti, potrebbe essere proprio dialettica e nascondersi in quelle due parole “da solo”. Come dire, se accompagnato da altri strumenti, come ad esempio il Recovery Fund,  l’eventuale ok al MES, potrebbe fare meno clamore, specie da un punto di vista politico. Con le opposizioni che, comunque, saranno pronte a cavalcare a loro favore quello che per i contrari sarà una resa in piena regola. 

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Eurogruppo o Euro-trappola? Sul tavolo domani c’è solo il MES