Eurogruppo flop, niente intesa e rinvio. Muro Olanda sui Coronabond

Gualtieri insiste: "Impegno per risposta all'altezza sfida covid"

Non è bastata una riunione fiume di quasi 16 ore per trovare la quadra sulle misure da mettere in campo per affrontare la crisi economica conseguente all’emergenza coronavirus. Fumata “grigia” all‘Eurogruppo. Nulla di fatto e tutto rimandato a domani visto che oggi alcuni ministri avevano precedenti impegni, come si è affrettato  a precisare un esponente comunitario.

 

GUALTIERI E IL TEMPO DEL CORAGGIO – “Nonostante i progressi nessun accordo ancora all’Eurogruppo. Continuiamo a impegnarci per una risposta europea all’altezza della sfida del covid-19. Lo scrive il Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, su Twitter. “E’ il momento della responsabilità comune, della solidarietà e delle scelte coraggiose e condivise” aggiunge nel tweet.

MURO DELL’OLANDA SUI CORONABOND- Intanto, l’Olanda ribadisce la sua contrarietà agli eurobond “perchè aumentano i rischi per l’Europa anzichè ridurli”. A dirlo, sempre su twitter, il Ministro delle finanze olandese Wopke Hoekstra.BQuesto, prosegue, “oltre a non essere saggio, non è ragionevole. L’Olanda dovrebbe garantire i debiti contratti da altri. La maggior parte dei Paesi dell’area euro sostiene questa linea”.

LA LUNGA NOTTE DELL’EUROGRUPPO – Sostanziale accordo su tre delle quattro “gambe” proposte: uso del Meccanismo europeo di Stabilità “light”, senza cioè particolari condizionalità (anche la Germania, che in un primo momento sembrava condividere la linea dura dell’Olanda, nelle ultime ore ha aperto all’ipotesi di annullare ogni condizionalità a patto però che i prestiti vengano spesi dai Paesi soltanto su attività riconducibili al covid); gli aiuti della Banca europea degli investimentiSURE, il nuovo fondo proposto dalla Commissione europea per aiutare i governi a finanziare la cassa integrazione. Tre 500 miliardi di euro. All’appello però manca la proposta italiana dei coronabond, la “quarta gamba” del tavolo, appoggiata dal blocco dei Paesi del Sud, respinta invece dal fronte nordico.

Particolarmente interessante dal punto di vista strettamente politico la partita che sta giocando la Francia: Parigi che, quando si tratta di temi economici ha quasi sempre agito in tandem con la Germania, stavolta si “smarca” e propone un fondo ad hoc.

Si riparte domani per quella che si annuncia l’ennesima maratona con l’Europa chiamata alla doppia sfida di salvare non solo i Paesi membri più colpiti dall’emergenza sanitaria, ma anche se stessa. 

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