Eurispes, “Italia in nero”: un paese in crisi che sta in piedi per 800 miliardi di sommerso

Tra evasione, lavoro nero e business criminale si arriva a metà della ricchezza nazionale. E alla famiglia media mancano 1.000 euro al mese per vivere bene

C’è una via tutta italiana per attraversare la crisi senza soccombere. Si chiama economia sommersa e da sola conta come il Pil ufficiale di Finlandia, Portogallo, Romania e Ungheria messe insieme. Di fatto in Italia l’economia non ufficiale, “sommersa” o “in nero”, come la si vuole chiamare, è diventata uno dei principali ammortizzatori della crisi economica che – secondo il rapporto “L’Italia in nero“, appena pubblicato dall’Eurispes – raggiunge un volume di 540 miliardi di euro.

Il “nero” fa subito pensare all’evasione fiscale classica, quella realizzata “scientificamente” con fatture non emesse e grandi redditi occulti. Ma dal rapporto emerge anche un’altra realtà: il sommerso è una realtà trasversale che interessa ampie fasce sociali (lavoratori dipendenti, pensionati, professionisti) ed è fatta anche di micro-evasione, secondi lavori ecc. Molto spesso è quello che permette alle famiglie provate dalla crisi di arrivare a fine mese. Secondo l’Eurispes, il 35% dei lavoratori dipendenti è ormai costretto a fare un doppio lavoro per far quadrare i conti.

Un paese con tre Pil

“In Italia esistono tre Pil: uno ufficiale; uno sommerso, pari a 540 miliardi di euro nel 2011 e al 35% del Pil ufficiale; e un Pil criminale che ha superato i 200 miliardi di euro l’anno. Circola nel paese più ricchezza di quanta non se ne denunci”, ha dichiarato il presidente Eurispes Gian Maria Fara presentando lo studio. Se infatti al sommerso “normale” si aggiunge anche il business della criminalità, la cifra complessiva arriva a sfiorare gli 800 miliardi di euro, la metà della ricchezza nazionale.

Ma anche togliendo la fetta di “Mafia & Co. Spa”, il fenomeno rimane enorme: nel 2010 comprendeva 280 miliardi di lavoro sommerso, 156 miliardi di sommerso di impresa e 93 miliardi per l’economia informale. Se si considerano le stime di crescita dell’ultimo anno si arriva facilmente ai 540 miliardi totali.

Se potessi avere mille euro in più

Dal rapproto Eurispes emerge anche un’altra triste verità: le famiglie italiane vivono con 1.000 euro in meno rispetto al loro fabbisogno medio. L’Eurispes ha analizzato il bilancio di una famiglia tipo di 4 persone che “risparmia su tutto ma non fa mancare nulla ai figli e conduce una esistenza quasi spartana ma dignitosa”. Considerando solo le spese-base (alimentari, casa, abbigliamento, trasporti e bollette) le uscite medie ammontano a 2.523 euro al mese. Se si aggiungono gli “extra” (comunicazioni, tempo libero, cultura, sport) si arriva a 3.154 euro. Ma il reddito medio è di circa 1,000 euro più basso.

“La sensazione che abbiamo – conclude amaramente il presidente Eurispes – è che via sia una deriva per cui milioni di italiani si stanno spostando, per sopravvivere, ai confini della legalità”.

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