Eurispes: Italia depressa, consumi ridotti e poca fiducia

Il 2011 è stato un anno da dimenticare. Arrivare alla quarta settimana è diventato un incubo

E’ un’Italia “depressa” e che guarda con poca fiducia al futuro quella fotografata dall’Eurispes nel rapporto ‘Italia 2012’, presentato a Roma. Un Paese attraversato da una crisi che, sottolinea il presidente dell’istituto di ricerca, Gian Maria Fara, “mette in discussione le certezze e i risultati raggiunti dalla società italiana nel corso degli ultimi decenni”. Gli italiani si sentono impotenti e il 56,6% ritiene che la situazione economica peggiorerà il prossimo anno, dopo un 2011 considerato l’anno più nero per le condizioni di vita dal 2004. Questa, in sintesi, la panoramica della visione che gli italiani hanno del proprio Paese.

Sfiducia nelle istituzioni: record dal 2004, crolla il Parlamento. Per il 71,6% degli italiani la fiducia nei confronti delle istituzioni è diminuita, mentre soltanto per il 4,1% è aumentata e per il 21,6% è invece rimasta invariata. I delusi sono passati dal 68,5% del 2011 al 71,6% del 2012, registrando un incremento superiore al 26% dal 2010 (45,8%). Ad esprimere un senso di sfiducia più forte sono i giovani tra i 25 e i 34 anni (74,6%). Crolla la fiducia nel parlamento (-27% dal 2004) e tra le figure istituzionali che si salvano dal trend negativo c’è il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che gode di un consenso del 62,1%, seppur in calo del 6,1% dal 2011.

Governo: Monti al 21,1%, non farà ripartire l’economia. Il consenso al governo Monti si attesta al 21,1%, sei punti in più rispetto all’ultimo esecutivo Berlusconi, ma non per questo è ritenuto”legittimato” ad andare oltre il 2013, anche alla luce della manovra ‘salva-Italia’, giudicata “equa” solo dal 7,2% degli italiani. Per il 62,7%, l’esecutivo non sarà in grado di rilanciare l’economia del Paese, e per il 58,% è “espressione delle banche”. Giudizio positivo, invece, sulla capacità del Governo di ridare credibilità dell’Italia all’estero e distacco (58,3%).

Classe politica causa della crisi, serve nuova legge elettorale. Il 52,9% degli italiani ritiene la classe politica “la causa maggiore” che ha portato il Paese alla crisi attuale. Il 78,2% vuole una modifica della legge elettorale con la reintroduzione del sistema delle preferenze.

2011 anno nero per l’economia, acquisti a rate. Per gli italiani il 2011 è stato un anno nero, con il 67% che ritiene che la situazione sia peggiorata negli ultimi dodici mesi e con il 74,8% che ha dichiarato di aver percepito maggiormente la scure della crisi. Poca fiducia sul futuro visto che il 56,6% ritiene che le condizioni economiche nel 2013 saranno ancora più negative. Un sentimento che si accompagna all’aumento degli acquisti a rate (25,8%) per i cosiddetti beni ‘durevoli’ (elettrodomestici, pc e telefonini, arredamento per la casa, moto e scooter)áe al boom dei ‘compro-oro’.

Calano i consumi, meno spese e più prestiti bancari. Contrazione nelle spese degli italiani: il 73,6% sente eroso il proprio potere d’acquisto e taglia vacanze e viaggi (72,2%), sostituisce la pizzeria con le cene a casa (56,7%), non va al cinema o al teatro (59%), non fa acquisti in gioielleria (66,5%). Unico ‘lusso’ è cenare nei ristoranti (51,1%). Negli ultimi tre anni, inoltre, il 26,2% ha fatto ricorso a prestiti bancari per il muto della casa (41,9%), per pagare debiti accumulati (33,1%) e per coprire le spese mediche (9,8%). Si assottigliano i risparmi che vengono utilizzati dal 48,5% della popolazione per arrivare a fine mese, una condizione che non è raggiunta dal 27,3 per cento.

Boom di tablet e smartphone. E’ il tablet la novità del ‘paniere informatico’ degli italiani (il 16,9% ne possiede uno). Boom per gli smarthpone (47%) mentre i cellulari tradizionaliátoccano la quota dell’81,4%. Pc in casa per il 47,2%, mentre un impianto hi-fi è posseduto dal 54,9 per cento.

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