Etruria, l’ultimo inganno: laurea finta ai clienti per rifilargli i bond

Titoli di studio manipolati per alzare il profilo di rischio

Le provavano tutte pur di vendere ai propri clienti le obbligazioni subordinate, quei prodotti che hanno finito per lasciare a tasche vuote centinaia di persone nella quattro banche fallite e salvate per decreto. Fino a taroccare letteralmente i titoli di studio, appioppando diplomi e lauree agli ignari clienti con l’obiettivo di alzare il loro profilo di rischio e rendere possibile la vendita delle obbligazioni subordinate.

E’ il caso della signora Pina F, 90 anni e la terza elementare come titolo di studio, che nel questionario Mifid che le ha permesso di investire 40.000 euro in subordinate, risulta possedere un “diploma superiore”. Anche Giancarlo C., 47 anni, operaio edile che ha comprato obbligazioni ad alto rischio per 20.000 euro, ha visto la sua licenza media diventare “diploma di scuola superiore”. E Francesco S., di anni 42, non ha mai messo piede in un’università, eppure sul questionario è laureato.

Chiara Rubbiani della Federconsumatori ha iniziato a esaminare nel dettaglio le pratiche dei 1.300 piccoli investitori che si sono rivolti all’associazione nelle settimane scorse per capire cosa fare. “Quaranta persone – racconta a La Repubblica – ci hanno portato la documentazione che Banca Etruria ha fornito loro e nella quasi totalità dei casi il Mifid è stato compilato dai funzionari con dati che non corrispondono a quelli reali”. Mifid è un acronimo piuttosto complicato che sta per “Market in financial instrumets directive” e rimanda alla direttiva europea che disciplina la vendita dei prodotti finanziari. Impone che il compratore abbia ben compreso e sia consapevole dei potenziali rischi cui va incontro (…) “Ma è evidente – spiega Chiara Rubbiani – che qui si tratta di persone che non avevano conoscenza alcuna degli strumenti finanziari che stavano acquistando”. Non solo i titoli scolastici sono stati ritoccati. Ci sono casi di pensionati di 93 anni che dichiarano sul modulo Mifid di non ritenere di aver bisogno dei soldi investiti per i successivi 10 anni.

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