Etf, a metà tra fondi e azioni. I vantaggi di un investimento poco conosciuto

Agili e sicuri, trasparenti e poco costosi. E con performance migliori degli altri fondi comuni. Gli Etf sono una buona opportunità di investimento

Avere la flessibilità e la “trasparenza” delle azioni con le garanzie e la diversificazione del portafoglio di un fondo di investimento. Si può, ma lo sanno in pochi. La quadratura del cerchio si chiama Etf. Sta per exchange traded fund, cioè “fondi indicizzati quotati”, e sono strumenti che uniscono i vantaggi delle due forme di investimento. Peccato che le banche e gli altri intermediari non li propongano facilmente perché le commissioni su questi strumenti sono molto basse (e quindi preferiscono vendere prodotti più cari per il cliente e più remunerativi per loro).

Etf, cosa sono e perché convengono

Cominciamo col dire che si tratta di fondi, quindi di un tipo di investimento “composito” che divide il rischio su più titoli e che può essere bilanciato, cioè contenere azioni e obbligazioni (ma anche altri asset, come le materie prime, ad esempio) in percentuali diverse a seconda della propensione al rischio.

Come per i fondi, inoltre, il patrimonio degli Etf è autonomo e separato da quello della società che li emette. Questo implica che in caso di fallimento dell’emittente, il fondo e quindi l’investitore non corrono alcun rischio.

Ma a differenza dei comuni fondi di investimento che vengono gestiti da una società, gli Etf riproducono “passivamente” l’andamento dei titoli a cui si riferiscono. In altre parole gli Etf fanno riferimento a indici di mercato, cioè a determinati “panieri” di titoli (ad esempio l’indice S&P 500), e seguono automaticamente le loro oscillazioni: se l’indice sale o scende il fondo sale o scende nella stessa percentuale. Non c’è la mediazione della società di gestione e questo rende trasparente la composizione e l’andamento dell’Etf.

Sempre a differenza dei fondi comuni, gli Etf sono negoziati in borsa in tempo reale come le azioni. Possono quindi essere comprati e venduti nell’arco della stessa giornata in base all’andamento dell’indice di riferimento (almeno in teoria, perché ci sono Etf che hanno un alto tasso di scambio e altri che vengono comprati e venduti poche volte nel giro di un mese). Questo garantisce loro la flessibilità che gli altri fondi d’investimento non hanno.

Meglio dei fondi, più sicuri delle azioni

La convenienza di un Etf è confermata dalla migliore performance delle borse internazionali nel loro complesso rispetto ai fondi comuni azionari. Ecco i numeri:

2005
2006
2007
2008
2009
Fondi comuni +18% +5% -4% -35% +24%
Borse mondiali +27% +9% +3% -35% +30%

Come si vede anche nel 2008, l’annus horribilis della finanza internazionale, l’indice di borsa non è mai sceso al di sotto di quello dei fondi.

Ultimo, ma non meno importante, elemento a favore degli Etf è che hanno costi di gestione molto più bassi, circa 1/5 di quello dei normali fondi comuni. Il costo di compravendita è quello delle azioni quotate (circa lo 0,7% allo sportello, lo 0,19% on-line, ma variabili a seconda della banca con cui si fa il trading).

Borse “Bric”, l’investimento del futuro

Gli ultimi sviluppi dell’economia mondiale portano ulteriori novità anche per gli Etf. Come evidenzia la rivista Soldi&Diritti, “sta diventando interessante investire anche nelle borse di alcuni paesi emergenti che, nel corso della crisi economica degli ultimi anni, si sono mostrati capaci di superare i problemi dell’economia mondiale senza grossi problemi. Brasile, India, Cina e, in misura minore, Russia (i cosiddetti “Bric“, n.d.r.) si sono avviati a diventare protagonisti del futuro economico e finanziario e, un giorno non lontano, potrebbero anche superare gli Usa come motori dell’economia mondiale”.

Buone opportunità quindi possono esserci anche negli Etf che fanno riferimenti agli indici azionari di questi paesi. Eccone alcuni:

Cina: Db X-Trackers Ftse/ Xinhua China 25, che replica l’andamento dei titoli di 25 società che sono contrattate sulla borsa di Hong Kong (vista la difficoltà a investire direttamente sulla piazza di Shanghai);

India: Lyxor Msci India A, composto esclusivamente di titoli indiani e che rappresenta l’85% della capitalizzazione di quel mercato;

Russia: Lyxor Etf Russia, che riproduce i dieci titoli russi più rilevanti per capitalizzazione e liquidità;

Brasile: Db X-trackers Msci Brazil, il cui benchmark sono i principali titoli del listino di San Paolo. (A.D.M.)

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