Errore nel Dl agosto, molti ristoranti esclusi dal contributo

Una svista nell'ultimo decreto taglierebbe fuori dal contributo a fondo perduto buona parte dei ristoranti italiani

Nel Decreto agosto c’è un errore che taglierebbe fuori dai contributi a fondo perduto la maggioranza dei ristoranti italiani. Nel testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale si legge infatti che a beneficiare delle risorse dedicate al settore della ristorazione saranno “i soggetti che hanno avviato l’attività a decorrere dal 1°gennaio 2019”.

Ristoranti esclusi dal contributo a fondo perduto: quanti sono

Un’ostacolo non da poco se si considera che secondo i dati Fipe, in totale in Italia, le imprese attive del settore ristorazione al 2019, inclusi bar, mense e attività di catering erano oltre 227.000. Mentre nei primi nove mesi del 2019 sono stati avviati 10.231 nuove imprese.

Il ministero delle Politiche Agricole ha già richiesto l’errata corrige da pubblicare in Gazzetta Ufficiale, comunicando che si tratti di “un errore materiale a cui è stato già posto rimedio”.

“A partire dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale la disposizione sarà immediatamente efficace, senza attendere il completamento del processo di conversione del decreto legge” ha chiarito il ministero.

Ristoranti esclusi dal contributo a fondo perduto: le conseguenze

Il pericolo, se non fosse apportata la correzione al testo, sarebbe di dover aspettare 60 giorni fino all’entrata in vigore della legge di conversione del Dl agosto per eventualmente rendere possibili le modifiche da parte del Parlamento.

In quel caso per come è scritta la legge gli esercizi nati prima del 2019 non avrebbero i requisiti per chiedere l’incentivo, dal valore minimo di 2.500 euro, e le loro domande verrebbero quindi respinte.

La misura, voluta dalla ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova, prevede 600 milioni destinati proprio per dare sollievo a quelle attività del settore della ristorazione finite in difficoltà per effetto del lockdown, tramite incentivi all’acquisto di materie prime prodotte in Italia, sostenendo così anche la filiera agricola.

Secondo un’indagine di Fipe Confcommercio, nel secondo mese di attività dopo la riapertura post lockdown, tra i ristoranti si è registrata una perdita media di fatturato del 42,3%, mentre del 39,1% per i bar.

Possono accedere al contributo a fondo perduto le imprese che hanno registrato un calo di fatturato pari ad almeno il 25% nel corso del periodo marzo-giugno 2020, rispetto al fatturato medio dello stesso periodo dell’anno precedente. Per questo anche le imprese più giovani nate dopo il 1 gennaio 2019 potrebbero non beneficiare delle risorse.

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