Emergenza Coronavirus. nuovo Dpcm isola Lombardia e 14 province

Varato nella notte il nuovo Decreto per affrontare l’emergenza Coronavirus, che entrerà in vigore immediatamente, e dispone l’estensione della “Zona rossa” a tutta la Lombardia e 14 province: Parma, Piacenza, Rimini, Reggio-Emilia, Modena, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Alessandria, Verbano-Cusio-Ossola, Novara, Vercelli e Asti. In totale, queste misure interesseranno oltre un quarto della popolazione italiana e bloccano l’ingresso e l’uscita da questi territori, se non per gravi e comprovati per motivi di lavoro e di famiglia. Garantita comunque per tutti la possibilità di rientro al proprio domicilio. Sospesi in tutta Italia spettacoli in teatri e cinema, musei e luoghi culturali chiusi.

Il Premier Conte ha lanciato un appello per sollecitare l’autoprotezione ed “evitare in modo assoluto ogni spostamento”. Il governo- ha detto – si assume la responsabilità politica della sua decisione. Un po’ di polemica sulla questione dell’anticipazione del Dpcm ieri sera, che – sottolinea – “ha creato incertezza, insicurezza, confusione”. “Non lo possiamo accettare”, protesta il Premier, aggiungendo che “ne va della correttezza dell’operato del governo e della sicurezza degli italiani”.

L’ESODO VERSO IL MEZZOGIORNO – E sicuramente molti disagi l’anticipazione del decreto li ha creato, perché dalla tarda serata di ieri è scattato un vero e proprio esodo verso il Sud, presso le stazioni per prendere l’ultimo treno diretto verso il Mezzogiorno o lungo l’Autostrada del Sole, dove si sono registrate code.

AEROPORTI MILANO APERTI – L’Enac ha fatto sapere che tutte le infrastrutture aeroportuali, comprese quelle all’interno delle zone soggette a restrizioni, sono aperte e operative, compreso quello di Linate.

TUTELARE LAVORO E TRANSITO MERCI – Un appello è stato lanciato dal Presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, che chiede di “tutelare i vari aspetti del lavoro, sia nelle fabbriche, perché nella manifattura non si può applicare lo smartworking, sia per quanto riguarda il transito merci”, perché altrimenti “ci sarà un effetto collaterale negativo acceleratore sull’economia”.

VERSO IL FERMO DELLA SERIE A – Il Coronavirus potrebbe anche fermare la Serie A. Il Ministro per lo Sport Vincenzo Spadafora, cogliendo le sollecitazioni dell’Associazione Italiana Calciatori, ha affermato che “non ha senso mettere a rischio la salute dei giocatori, degli arbitri, dei tecnici, dei tifosi” per “non sospendere temporaneamente il calcio e intaccare gli interessi che ruotano attorno ad esso”. Frattanto, alla luce delle sollecitazioni Lega di Serie A e del Coni e della decisione di disputare le partite a “porte chiuse”, il Presidente della Figc Gabriele Gravina avrebbe convocato un Consiglio Federale straordinario per martedì 10 marzo per prendere decisioni in merito.

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