Elicottero monetario: così la Bce potrebbe “regalarci” 1.300 euro a testa

Si tratta del cosiddetto QE per il popolo invece che per le banche

Si chiama ‘elicottero monetario’, ed è la declinazione di quel famoso Quantitative Easing invocato per il popolo invece che per le banche, con l’obiettivo di nutrire una ripresa finora oggettivamente refrattaria agli stimoli profusi dalle banche centrali.

“Si pongono interrogativi riguardo alla direzione in cui andrà l’Europa e alla sua capacità di tenuta a fronte di nuovi shock” – ha detto Mario Draghi a Washington a margine del Fondo Monetario – “è necessaria un’azione determinata dei governi con politiche fiscali più orientate alla crescita, dando la priorità agli investimenti pubblici e alla riduzione delle tasse sul lavoro”. E se i governi non si muovono, la banca centrale è pronta ad azionare l’arma del denaro a pioggia, invadendo il terreno della politica fiscale. Se i canali tradizionali non funzionano, l’alternativa è una sola: far arrivare direttamente i soldi in tasca ai cittadini, aggirando l’intermediazione delle banche.

Secondo i calcoli di Nordea, la prima banca scandinava, la Bce potrebbe permettersi di stanziare 444 miliardi euro per la distribuzione di liquidità direttamente ai consumatori. Tenendo conto che nella zona euro gli abitanti sono 340 milioni, si tratterebbe di 1.300 euro a testa. Un bel regalo che potrebbe essere fatto in contanti o acquistando titoli di Stato direttamente all’emissione e non sul mercato secondario come avviene oggi. E per evitare che la politica dei tassi negativi finisca per innescare una corsa alla liquidità da parte dei risparmiatori, le banche centrali potrebbero decidere di passare a una ‘fantasy monetary policy’: stampare denaro per finanziare tagli di tasse allo scopo di uscire dalla spirale deflazionistica.

PRO E CONTRO – Certo a nessuno dispiacerebbe ricevere un assegno da 1.300 euro, ma la questione va vista da un punto di vista più ampio. Ne ha parlato diffusamente la settimana scorsa il professor Alberto Bagnai sulle pagine de Il Fatto Quotidiano. “Non mancano gli entusiasti – si legge -, soprattutto fra quelli cronicamente incapaci di andare oltre analisi sentimentali. ‘Banca brutta, popolo bello’: se il Qe per le banche è cattivo, quello for people sarà buono. Volendo usare la testa, dovremmo chiederci: perché mai lo Stato, che esercita il monopolio dell’emissione monetaria, dovrebbe farne un uso così inefficiente? Perché disperdere moneta nei mille rivoli di spesucce per consumi, quando si potrebbero finanziare investimenti pubblici, tanto necessari in un Paese che letteralmente cade a pezzi (da Pompei al Polcevera)?”

Prosegue nella sua analisi Bagnai: “L’elicottero monetario non è solo ingiusto (rischia di dare a chi già ha), ma anche inefficiente. Peraltro, molti di noi, se ricevessero un assegno, oggi lo terrebbero da parte per ripianare debiti o pagare imposte. Altro che rianimare l’economia! Il motivo di questa proposta inefficace e demagogica è semplice: dare ai cittadini una mancia, anziché un lavoro, aiuta a sedare il dissenso, senza alterare i rapporti di forza fra lavoro e capitale. Il capitale preferisce che lo Stato dia ai disoccupati una mancia anziché un lavoro, perché la disoccupazione aiuta a contenere i salari, e quindi a espandere i profitti. Coopera al progetto la Banca centrale, che per proteggere il capitale ostacola politiche keynesiane di difesa dell’occupazione, negando il finanziamento della spesa pubblica con moneta”.

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