Elezioni, ecco quanto costerebbe tornare al voto

Nuove elezioni costerebbero ​oltre 350 milioni. Un esborso non da poco per le casse dello Stato

Lo stallo dei partiti e la crisi nella formazione di un possibile governo, con una XVIII legislatura ancora mai avviata di fatto, invita a fare i conti per una nuova giornata di votazione. Quanto costerebbe l’organizzazione di una nuova tornata elettorale? Secondo fonti del Viminale, circa 350 milioni di euro.

Un esborso non da poco per le casse dello Stato, dopo il recente election day del 4 marzo. La spesa sarebbe ripartita tra i Ministeri dell’Interno (a cui spetterebbe il riparto più considerevole), degli Esteri, della Giustizia e dell’Economia.

Le spese per il Viminale ammonterebbero a poco meno di 300 milioni di euro, buona parte dei quali andrebbero ripartiti come rimborso ai Comuni per l’allestimento e l’organizzazione delle oltre 61mila sezioni elettorali sparse sul territorio. Nella cifra sono comprese anche le spese a carico del ministero dell’Interno, per garantire la vigilanza ai seggi e per predisporre misure generali di sicurezza (circa 70 milioni).

Come avvenuto anche per le precedenti tornate elettorali, le tariffe agevolate in occasione degli spostamenti in treno e aereo degli elettori comporterebbero una spesa di circa 10 milioni di euro.

Nel 2013 la spesa complessiva per le elezioni politiche fu di 389 milioni di euro, ma va considerato che in quella occasione le votazioni furono effettuate in due giorni.

In collaborazione con Adnkronos 

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