Gli elettrodomestici che (a sorpresa) consumano di più

Le persone sono costantemente alla ricerca di modi per ridurre le bollette e gli sprechi di energia: ma quali sono gli elettrodomestici che consumano di più?

Quando si parla di consumo energetico residenziale, le persone sono costantemente alla ricerca di modi per ridurre le bollette mensili e gli sprechi. Usiamo l’energia ogni giorno in una varietà di aree della nostra vita quotidiana, ma sappiamo quali sono gli elettrodomestici che consumano di più? Riuscire a rispondere a questa domanda potrebbe aiutare gli utenti a fare scelte più sagge nel raggiungimento dell’efficienza energetica, ma anche a comprendere il vero fabbisogno giornaliero di una casa.

Gli elettrodomestici che consumano di più: la classifica

Selectra, servizio che confronta diverse offerte luce, ha pubblicato un report recentemente fornendo interessanti spunti per ridurre il consumo di energia, partendo da una classifica di quelli che sono gli elettrodomestici che – a sorpresa per molti – consumano di più.

Come è emerso:

  • al primo posto si è piazzata la stufetta elettrica, che consuma 2 kilowattora;
  • al secondo posto troviamo il bollitore elettrico e il phon, che consumano  1,6 kilowattora;
  • al terzo posto si è posizionata la friggitrice ad aria, cui consumi si aggirano intorno ai 1,5 kilowattora.

Gli elettrodomestici che, a sorpresa, consumano di meno

Agli ultimi posti della classifica Selectra, inaspettatamente per molti, troviamo due grandi elettrodomestici di cui facciamo ormai grande uso tutti, specie in alcuni periodo dell’anno.

Nonostante l’utilizzo costante per molti, il ferro da stiro, per esempio, si trova al settimo posto della classifica, seguito – all’ottava posizione – dal forno elettrico e dall’aspirapolvere al nono.

Poi il condizionatore: molti potrebbero pensare che i costi alti della bolletta in estate dipendano esclusivamente dalla richiesta di aria fresca in casa. Ebbene, in parte è così (proprio per l’utilizzo prolungato) ma non bisogna fare l’errore di credere che il condizionatore sia di per sé un elettrodomestico che consumata tanto. Nel report, infatti, si trova al decimo posto, poiché tra tutti i dispositivi elettronici analizzati questo consuma 0,7 kilowattora, incidendo sulla bolletta per 0,32 euro all’ora.

La lavatrice e la lavastoviglie si trovano fuori dalla top 10, ma bisogna ricordare in questo caso che i consumi – più o meno sostenibili – in questo caso dipendono dalla classe energetica (qui come leggere e capire le nuove etichette degli elettrodomestici).

Bonus elettrodomestici: come risparmiare – ulteriormente – sui costi in bolletta

Un altro modo per ridurre i costi in bolletta, oltre il consumo consapevole, è sicuramente l’utilizzo di elettrodomestici a ridotto consumo energetico. A tal proposito, tutti gli interessati all’acquisto di elettrodomestici nuovi (di classe non inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori) possono ricorrere al bonus riconosciuto dall’Agenzia delle Entrate (qui le ultime novità) per chi ha realizzato – o ha in programma di realizzare – interventi di ristrutturazione edilizia a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto degli stessi beni.

Si tratta di una detrazione Irpef (qui come sono cambiati gli scaglioni) per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, destinati ad arredare appunto un immobile oggetto di ristrutturazione. Lo sconto fiscale va calcolato su un importo massimo di 10.000 euro per l’anno 2022 e di 5.000 euro per gli anni 2023 e 2024, comprensivo delle eventuali spese di trasporto e montaggio, e deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo.

Indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione, è possibile fruire di una detrazione del 50% calcolata su un importo massimo di 10.000 euro per l’anno 2022 e di 5.000 euro per gli anni 2023 e 2024, riferito, complessivamente, alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici. Il limite massimo di spesa riguarda la singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione. Quindi, il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto più volte al beneficio.