Effetto Draghi e Spread: il MES si allontana, ecco perchè

La discesa dei tassi sui nostri titoli di Stato potrebbe, a cascata, disinnescare anche il dibattito politico sull’eventuale utilizzo delle risorse che carissimo è costato a Conte

Sembra passato un secolo da quando il leader di IV Matteo Renzi “minacciava” di far cadere il Governo giallorosso, “reo” tra le tante cose di non voler accedere ai fondi messi a disposizione dal MES, “un’ occasione da non perdere per nessun motivo”, si diceva.

In realtà, da allora, sono passati pochi giorni, il Conte bis è ormai un lontano ricordo, rimpiazzato dal nuovo esecutivo che, tra pochi giorni, sarà guidato da Mario Draghi, a lavoro su squadra e programma. Un nome il suo che è considerato ad ogni latitudine una garanzia o “una polizza assicurativa per il futuro dei nostri figli”, per usare le parole del Senatore di Rignano sull’Arno. Accolto tra gli applausi a Bruxelles,  ha incassato elogi trasversali anche da stampa internazionale che ha dedicato all’ex Presidente BCE prime pagine e titoli: Dopo aver salvato l’euro, salverà anche l’Italia?

TUTTI SUL TRAM –  Fatto sta che da Leu alla Lega, passando per PD e Movimento Cinque Stelle, i partiti adesso fanno a gara per salire sul tram e si allunga l’elenco degli elogi. L’ultimo, in ordine di tempo, arriva dal Commissario e ormai “collega” Paolo Gentiloni: “Sono sicuro che Draghi userà la sua straordinaria esperienza e la sua forte leadership per far accadere le cose giuste”: ha detto il Commissario UE per l’economia in un’intervista al Financial Times online.

“Monti aveva una missione di salvataggio, quella di Draghi sarà una missione volta a non mancare un’opportunità storica“, dice Gentiloni, aggiungendo che è per questo che la leadership dell’ex Presidente Bce è cosi importante. “Anche se persistono alcuni dei problemi che esistevano 8 o 9 anni fa, ora c’è la possibilità di affrontarli in un contesto positivo legato a una forte spinta alla crescita e alla ripresa, e non in quello di salvare il Paese dalla Troika”, spiega il commissario Ue.

Intanto, la caduta libera dello spread, innescata dalla fiducia degli investitori in Mario Draghi, ha già un primo effetto concreto sulle nostre tasche e sulle prossime mosse. 

qualcuno potrà anche sembrare assurdo ma l’incarico al papà del Whatever it takes ha avuto tra i suoi vari effetti quello di far diventare non così necessario il ricorso al prestito pandemico da 37 miliardi a tassi agevolati. Che fino a poco fa, sembrava una strada obbligata.

Come scrive Formiche.net, “da quando Draghi ha ricevuto l’incarico da Sergio Mattarella, lo spread Btp/Bund è sceso prima a 105 punti base, poi a 100 e infine a 98 punti base. E con i rendimenti del Btp decennale allo 0,5%, ai minimi da marzo 2016. Questo significa solo una cosa. Con Draghi farsi prestare soldi dai mercati (fino a 400 miliardi all’anno) costa meno di prima, perché per piazzare i titoli pubblici, il Tesoro può permettersi di garantire un premio minore rispetto a poche settimane fa.

Ma cosa c’entra con il Mes? E’ presto detto visto che sempre di finanziamento stiamo parlando. Solo che ora le condizioni poste dai mercati per prestare denaro all’Italia sono così favorevoli da rendere quasi più conveniente chiedere soldi ai medesimi piuttosto che  al Fondo Salva Stati. 

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