Effetto Covid, spiagge italiane in crisi: crollo delle presenze a giugno

Tra pandemia, rincari e maltempo la stagione estiva parte in salita ma a luglio la musica potrebbe cambiare

Un’estate diversa sotto il segno del turismo di prossimità e della sicurezza per fronteggiare la pandemia che ha investito il nostro Paese ormai da febbraio, con la quale abbiamo dovuto imparare a convivere. Non solo, a guastare i piani anche il maltempo e i rincari.

L’obiettivo, diversamente dal passato, non è portare a casa numeri boom quanto piuttosto limitare i danni. Un’impresa se non proprio impossibile quantomeno difficile visto che i primi numeri non sono incoraggianti.
L’estate è appena iniziata e c’è tutto il tempo per recuperare arte in salita, come prevedibile, la stagione 2020 sulle spiagge italiane, a causa del coronavirus. Non tutto però è da buttare visto che le prenotazioni per il mese di luglio fanno ben sperare.

Finora a pagare il prezzo più alto Sardegna (-80%),  Lazio e Molise (-75%) che hanno registrato le perdite più gravi, seguite da Campania e Basilicata (-70%), Friuli Venezia-Giulia e Sicilia (-60%), Calabria (-55%), e poi Veneto e Abruzzo (-50%). Cali più contenuti in Liguria e nelle Marche (-45%), del 40% in Emilia-Romagna e Puglia, “solo” del 30%, infine, in Toscana.

UN’ESTATE PATRIOTTICA – Il 93% degli italiani in vacanza durante l’estate 2020 ha scelto come meta l’Italia, la percentuale più elevata da almeno 10 anni. È quanto emerge da una analisi Coldiretti/Ixe’ dalla quale si evidenzia che sono 34 milioni i cittadini del Belpaese che hanno deciso di andare in ferie per almeno qualche giorno nell’estate 2020, con un calo del 13% rispetto allo scorso anno.Un impatto significativo aggravato – sottolinea la Coldiretti – dalla pesante incognita sulle presenze straniere con deboli segnali che arrivano da Germania e nord Europa mentre completamente fermi sono gli arrivi da Stati Uniti ed oriente. La novità di quest’estate sta anche nel fatto che– 1 italiano su 4 (25%) ha scelto una destinazione vicino casa, all’interno della propria regione di residenza, nonostante il via libera agli spostamenti su tutto il territorio nazionale e all’estero.

GIUGNO “CAPRICCIOSO” – Come detto, giugno – il mese che tradizionalmente segna l’inizio della stagione più amata – ha deluso. Nel nostro Paese, infatti,  si contano più di 10 milioni di turisti italiani e stranieri in meno nel mese di giugno con un impatto drammatico su economia ed occupazione per il settore della vacanza Made in Italy in cui operano 612mila imprese con 2,7 milioni di lavoratori. Come evidenzia ancora Coldiretti, con un calo del 54% rispetto allo scorso anno quasi 4 milioni di italiani hanno rinunciato a prendere le ferie a giugno per le incertezze, le preoccupazioni e le difficoltà economiche generate dal coronavirus che ha bloccato anche gli arrivi della gran parte degli oltre 6 milioni di turisti stranieri che scelgono questo mese per pernottare lungo la Penisola.

Completamente bloccati gli arrivi dei turisti provenienti da Paesi extracomunitari come Giappone, Cina e Stati Uniti mentre segnali ancora troppo deboli arrivano da Germania e Nord Europa con la riapertura delle frontiere avvenuta da appena quindi giorni.

IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE (SPERIAMO) – Indicazioni più incoraggianti ci sono per i prossimi mesi estivi sia per gli italiani tranquillizzati dall’andamento positivo della pandemia che – precisa Coldiretti – per gli stranieri con la riapertura parziale delle frontiere a molti Paesi extracomunitari dal 1 di luglio con l’esclusione tra gli altri degli Usa. Una assenza pesante con i viaggiatori provenienti dagli Usa che sono i turisti fuori dai confini europei i più affezionati all’Italia con ben 12,4 milioni di pernottamenti per una spesa di 1,8 miliardi nel terzo trimestre del 2019 secondo bankitalia.

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