Editoria: tolte le tariffe postali agevolate, crescono i prezzi per giornali e riviste

Scomparsi gli sconti, abbonamenti più cari e meno testate sul mercato

Rincari per gli abbonamenti, riduzione delle testate Gli effetti della sospensione delle agevolazioni per l’abbonamento postale a riviste e quotidiani si fanno sentire anche sulle tasche dei consumatori.
Prima delle nuove regole – contenute nel decreto interministeriale pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 31 marzo – ovvero fino al 31 marzo, la spedizione in abbonamento costava 28,30 centesimi di euro a pezzo. 13 centesimi li pagava l’editore, il resto era a carico dello Stato che i rimborsava alle Poste. Con la scomparsa del rimborso statale, l’aumento delle spese a carico degli editori è pari al 120%. Va peggio per la stampa del settore no profit che godeva di una tariffa ulteriormente agevolata di 6 centesimi a copia: l’aumento è del 500%, dovendo pagare l’intero prezzo di 28,30 centesimi.

Il nuovo regime delle tariffe postali ha mandato su tutte le furie le associazioni degli editori, sindacati e consumatori. Sotto accusa è – soprattutto – la mancanza di preavviso tra l’introduzione della norma e la sua applicazione. Il punto dolente è rappresentato dagli abbonamenti in corso che non possono essere ridiscussi. Di conseguenza il costo aggiuntivo sarà scaricato interamente sulle spalle degli editori.

Sono in corso contatti tra la presidenza del Consiglio, editori e Poste per trovare alcune soluzioni. In ogni caso sta emergendo la ferma decisione di non reintrodurre il contributo statale. Con tutta probabilità la stampa quotidiana e periodica dovrà concordare direttamente con le Poste le tariffe che in ogni caso saranno sensibilmente superiori a quelle praticate fino a marzo.

A parte il grave rischio per numerose piccole testate di scomparire a causa dell’incremento delle spese, è quasi certo che i costi degli abbonamenti subiranno un notevole incremento, la cui portata non è ancora possibile stimare dato lo stato preliminare delle trattative. Per capire, con le tariffe attuali un abbonamento da 70 euro per 50 numeri verrebbe a costare oltre il 10% in più.

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