Economia verde, un tesoro da 10 miliardi

Da fonte di costo a occasione di business. Le imprese investono sull’ambiente

Dietro la svolta verso un’economia verde non esiste solo l’obiettivo etico di preservare la natura. Certo, lottare contro i cambiamenti climatici è un nobile intento che, però, si coniuga perfettamente con la parola business. “Il mercato del dopo crisi – afferma Corrado Clinio, direttore generale del ministero dell’Ambiente e negoziatore internazionale ai grandi summit – si gioca sulgi standard ecologici e chi rimarrà indietro sulla tecnologia verde perderà la gara del business”.

 

Ma quanto vale la green economy? Facendo un calcolo sommario siamo nell’ordine di un fatturato da 10 miliardi di euro. “Nel complesso il settore ambientale (rifiuti, energie rinnovabili, disinquinamento, salute e sicurezza, risorse agro-forestali) occupa circa 300mila addetti – stima Alessandro Marangoni, docente alla Bocconi e analista dell’economia ambientale – dei quali circa un terzo nella gestione rifiuti. In questo settore solo le imprese private (350 con 20mila occupati) fatturano circa 2,5 miliardi. Nelle fonti rinnovabili di energia il fatturato 2008 è stimato in circa 5,5 miliardi di euro, con un’occupazione di circa 30mila unità (solo rinnovabili “nuove”, escluso cioè le tecnologie vecchie come l’idroelettrico)”.

 

E secondo l’economista il settore delle energie rinnovabili sarà in grado di creare circa 100mila posti di lavoro in 10 anni. “Il comparto delle energie rinnovabili è uno tra i più dinamici della green economy, al quale guardano sempre più investitori e mercati finanziari. Il settore è uno dei pochi in forte crescita in questa fase di crisi generalizzata: nel 2008 in Europa – osserva Marangoni – oltre la metà della nuova capacità produttiva del settore elettrico è stata generata da fonti pulite”.

 

Il mondo delle imprese, dunque, non sta a guardare ed è finito il tempo in cui le politiche ambientali erano considerate unicamente fonti di costo. Oggi proliferano idee e soprattutto investimenti. La maggior parte si concentra nel settore fotovoltaico, ma non solo. Nascono società di servizi ambientali in grado di negoziare le quote di emissione per conto delle aziende.

 

La posta in gioco è alta. Su tutti i fronti. Da una parte la sfida di conciliare sviluppo e sostenibilità, dall’altra un ricco business, fatto di soldi, lavoro, che, ci si augura, possa pilotarci fuori dalla grande crisi.

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