L’economia Usa con il fiatone. Il problema resta l’occupazione

Futuro in bilico tra stagnazione e debole ripresa. Ma per la Fed non è ancora il momento d’intervenire

Non è ancora temporale, ma molte nuvole nere si stano addensando sul cielo dell’economia mondiale, a partire dagli Usa. La Banca centrale americana (Fed) non nasconde le preoccupazioni anche se ha scelto un tattica attendista circa il varo di nuove misure di stimolo.
Le previsioni restano in bilico tra debole ripresa e stagnazione, mentre il rischio della deflazione sembra, per ora, scongiurato.

Intanto la banca centrale ha confermato che i tassi resteranno a lungo sui livelli fra lo 0 e lo 0,25% alla luce di un “basso tasso di utilizzo delle risorse e di tendenze inflazionistiche controllate”.

Ma quali potrebbero essere le mosse della Fed? La Banca centrale già acquistato pacchetti di titoli garantiti da mutui immobiliari per 1.700 miliardi di dollari. Quell’intervento finora è servito ad evitare un crollo del settore immobiliare.
I problema è il rilancio dell’occupazione. Quali misure sono necessarie? Su questo la Fed prende tempo. Anche perché le sue stime interne prevedono un ritorno della ripresa su tassi di crescita soddisfacenti, attorno al 3,5% per il 2011. Ma quelle erano previsioni d’inizio estate.
Gli economisti privati hanno già ridotto le attese attorno a quota 2,8%. E la Fed aggiornerà le sue previsioni ai primi di novembre, subito dopo le elezioni politiche.

Dunque per l’economia americana – e anche per l’amministrazione Obama – l’ultimo scorcio del 2010 si presenta incerto. E l’Europa? Sicuramente il rallentamento degli Usa avrà ripercussioni sui paesi europei. Da vedere quanto inciderà sul Pil e soprattutto sull’occupazione, vero e proprio tallone di Achille delle economie avanzate dell’Occidente.

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