Economia senza contanti: quanto vale in Italia e nel mondo

In Italia la cashless society vale circa 11 miliardi, con un valore aggiunto in grande crescita, ma il nostro Paese è ancora molto indietro in questo settore

La società senza contanti o “cashless society” rappresenta un nuovo modello di economia digitale, che in Italia ha un valore considerevole, pari a oltre 11 miliardi, nonostante il nostro Paese sia in ritardo rispetto agli altri stati UE.

Secondo l’Osservatorio The European House Ambrosetti, nel 2017 il fatturato legato all’economia che non utilizza contanti, in Italia è stato pari a 11,7 miliardi di euro, con un valore aggiunto pari a 8,2 miliardi.
Questa cifra è addirittura superiore al valore aggiunto dei settori considerati forti del nostro paese, la produzione di mobili si ferma a 6 miliardi, l’industria tessile arriva a 5,9, mentre il settore beverage a 4,1.
L’Osservatorio considera anche gli occupati in questa filiera, composta interamente da attività di servizio, che sono oltre 21 mila, con tassi di crescita molto rilevanti, arrivati nel periodo 2012 – 2017 a cifre comparabili a quelle dei paesi emergenti.

Le cifre potrebbero aumentare in maniera sostanziale se fossero supportate da politiche mirate che favorissero la riduzione del contante, processo in cui l’Italia è in grave ritardo rispetto agli altri Paesi europei.
In questo senso i Paesi più smart, con una crescita maggiore, sono la Slovenia, l’Irlanda, il Belgio, la Grecia e la Polonia.
L’Italia è tra le 35 peggiori economie al mondo anche considerando l’incidenza del contante sul valore del PIL, per la precisione 32esima nella classifica che tiene conto del Cash Intensità Index, ovvero delrapporto tra il valore del contante in circolazione e del PIL. Considerando, invece, il Cashless Society Speedometer che misura la velocità dei Paesi UE di raggiungimento dell’obiettivo di arrivare ad una Cashless Society, fissata al2025, l’Italia è insufficiente, mentre Svezia Danimarca e Regno unito sono tra i best performer. Se le condizioni rimanessero uguali, l’Italia potrebbe raggiungere la media attuale UE, ipotizzando che nel frattempo gli altri Paesi rimangano fermi, solo nel 2040 mentre se anche gli altri Paesi avanzassero nel frattempo, dovrebbe aspettare il 2110.

A livello globale, invece, i paesi più virtuosi sono la Cina, in particolare grazie all’incidenza del settore e-commerce e la Corea del Sud, anche grazie alle misure prese dai rispettivi Governi a supporto di questa pratica, lo stesso anche in India con investimenti costanti verso la demonetizzazione, per modificare le abitudini di pagamento del paese.

Va da sé che il nostro Paese dovrebbe dare più attenzione a questo settore, soprattutto perché potrebbe aiutare molto nella lotta all’evasione fiscale. Come emerge dai numeri, però la cashless society non rappresenta solamente l’insieme di nuove possibilità per gli utenti con i pagamenti elettronici, ma un nuovo settore economico, che ha bisogno, soprattutto in Italia, di essere supportato da nuove politiche industriali, di sostegni normativi e fiscali.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Economia senza contanti: quanto vale in Italia e nel mondo