Economia italiana, per il Tesoro le prospettive non sono buone

Gli indicatori congiunturali sembrano presagire una frenata della produzione industriale. E il tasso di disoccupazione resta molto elevato

Sull’orizzonte dell’economia italiana si addensano molte nubi. E’ quanto emerge dal rapporto stilato dagli economisti del ministero del Tesoro che hanno fatto i calcoli sull’andamento di Italia, Europa e America.
“Gli indicatori congiunturali italiani segnalano un indebolimento del ciclo industriale”, si legge nel rapporto  riservato dei tecnici del ministero dell’Economia pubblicato sul quotidiano economico Finanza&Mercati.

“Dopo la stagnazione della produzione industriale nel primo trimestre dell’anno, l’indagine rapida del centro studi di Confindustria prefigura un recupero contenuto in aprile (0,2% mese su mese) e in maggio (0,1%)”. Per questo il capo economista del Tesoro, Lorenzo Codogno, scrive che “gli indicatori congiunturali di maggio sembrano propendere per un’evoluzione negativa del quadro nell’industria”.

Significativo il calo dei consumi elettrici (- 1% anno su anno). Il dato delle immatricolazioni di autovetture, nonostante sia in aumento (+ 3,6% anno su anno), è distorto dal livello molto basso del maggio dello scorso anno caratterizzato dal venire meno degli incentivi.

“Nonostante questo – dicono gli economisti – rimane probabile un rimbalzo nella crescita trimestrale del Pil nel secondo trimestre dell’anno, in parte per un effetto base e in parte per una moderata ripresa dai livelli d’attività d’inizio anno”.
Resta poi grave il problema della disoccupazione, che non accenna a diminuire. Germania a parte, il mercato del lavoro è debole in tutta Europa, con un tasso medio di disoccupazione del 9,9%.

E anche negli Usa la situazione non è delle più rosee. “L’economia degli Usa rallenta più del previsto”, si legge nel report del Tesoro italiano. I dati provenienti dagli Usa segnalano infatti un’evoluzione del quadro macroeconomico “per molti aspetti peggiore del previsto”. Per ciò che riguarda in particolare l’industria, a maggio l’indice Pmi manifatturiero di fonte ISM ha registrato ima flessione (53,5 da 60,4 di aprile) molto superiore alle attese, “che ha portato l’indicatore al minimo degli ultimi 12 mesi”.

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