Economia globale ancora troppo debole, riecco i fallimenti

In Italia previsto calo delle insolvenze del 5%, ma resta vulnerabile

(Teleborsa) Economia ancora troppo debole e col fiatone mentre insegue la crisi senza riuscire a starle dietro. Ancora nuvoloni all’orizzonte per le imprese con i fallimenti che, quest’anno, a livello globale, torneranno a crescere.

TREMATE TREMATE, I FALLIMENTI SON TORNATI – Questo lo scenario, tutt’altro che positivo, prospettato da Euler Hermes: stanno, infatti, per tornare i tempi bui con il trend in discesa delle insolvenze, che nell’ultimo periodo, ovviamente, aveva fatto tirare un bel sospirone di sollievo, che sta per arrivare al capolinea. Quest’anno? Previsioni fosche e un aumento dell’1% dei fallimenti.

«Nel 2016 le imprese hanno fatto fatica a dimostrarsi resilienti, nonostante il robusto sostegno ricevuto dagli organismi decisionali», sostengono gli esperti di EH. A rendere più difficile la vita delle imprese la forte pressione deflazionistica e la fiacchezza della domanda globale hanno reso più difficile la vita delle imprese.

L’ECONOMIA NON DECOLLA, IMPRESE SEMPRE PIU’ VULNERABILI – “Il trend in discesa delle insolvenze globali sta per finire – sostiene Ludovic Subran, capo economista di Euler Hermes . Questo accade perché la crescita globale non sta accelerando e nei prossimi anni resterà sotto il 3%. Di conseguenza, le imprese sono più vulnerabili agli shock esterni. A livello globale sono in aumento i fallimenti nell’Asia del Pacifico e nelle Americhe, mentre, il rilancio dell’Europa sta sfumando. Nel 2017 prevediamo per le insolvenze globali una crescita dell’1%» sostiene Subran”.

E L’ITALIA? – Possono tirare un (moderato) sospiro di sollievo le nostre imprese che, nonostante la debolezza persistente dell’ambiente economico (pil +0.9% nel 2016, e +0.6% nel 2017) mostrano piccoli ma incoraggianti segnali di ripresa. I loro margini di profitto, infatti, sono cresciuti e hanno raggiunto il 41.4%, sostenuti dai prezzi dell’energia al ribasso e dalle condizione di finanziamento favorevoli. Inoltre «la politica monetaria accomodante della Bce ha creato un sensibile decremento dei tassi di interesse sui finanziamenti alle imprese sebbene le Pmi, spina dorsale dell’economia italiana, continuino a vivere in condizioni difficili. In compenso, la maggior profittabilità sta stimolando la crescita degli investimenti aziendali (+2.2% nel 4° trimestre 2016 rispetto allo stesso periodo del 2015)».

LE PREVISIONI: UNA RIPRESA VULNERABILE– Scenari più rosei ma occhio a cantare vittoria troppo in fretta e guardia sempre alta. Parola d’ordine: vulnerabilità. “Prevediamo che le insolvenze avranno un decremento del 5% sia nel 2016 che nel 2017, insieme a un assestamento del settore bancario. Tuttavia le imprese italiane rimangono vulnerabili rispetto alla crisi di fiducia legata alla prolungata instabilità politica così come la quantità di aziende in default rimane al di sopra del 40% rispetto alla media pre-crisi”, conclude Luca Burrafato, capo della Regione Euler Hermes paesi Mediterranei, Africa e Medio Oriente.

Economia globale ancora troppo debole, riecco i fallimenti