L’economia europea con il fiatone

Le imprese italiane pessimiste sul futuro. Intanto anche in Germania crescono i disoccupati

Alla crisi finanziaria si aggiungono le difficoltà dell’economia reale. I dati più recenti indicano in maniera decisa un rallentamento, anche se le possibilità di una vera e propria recessione sono basse.
In Germania il tasso di disoccupazione destagionalizzato è salito al 7% a ottobre dal 6,9% di settembre. Il dato è superiore alle attese degli analisti, che avevano previsto un tasso fermo al 6,9%. Il numero dei senza lavoro è quindi aumentato di 10mila unità, mentre gli esperti avevano stimato un calo di 10mila unità. Secondo parametri non destagionalizzati, invece, il tasso di disoccupazione si è attestato al 6,5%, in calo dal 6,6% del mese precedente.

Non va bene in Italia, dove il Pmi manifatturiero (l’indice basato sulle previsioni dei direttori acquisti delle aziende) è calato dal 48,3 al 43,3 contro una previsione del 47,2. Ciò significa che i responsabili acquisti delle imprese temono che il comparto rallenti ulteriormente. A livello europeo, l’indice pmi manifatturiero è sceso a ottobre a 47,1 punti dai 48,5 di settembre, flessione maggiore delle attese degli economisti, che si aspettavano un calo a 47,3. Per quanto riguarda i singoli paesi, oltre all’Italia, mostra segnali di cedimento la Francia scesa da 49 a 48,5 punti contro una previsione di 49 punti. Meglio la Germania salita da 48,9 a 49,1 contro una previsione di 48,9.

Notizie positive arrivano dagli Usa, dove a ottobre sono scesi i licenziamenti e c’è stato un notevole rimbalzo del numero di nuovi posti di lavoro creati dal settore privato.

L’economia europea con il fiatone