E-commerce punto di non ritorno: retailer e logistica è il momento di riorganizzarsi

Il commercio elettronico sta diventando sempre più un’abitudine di acquisto degli italiani

Il commercio elettronico sta diventando sempre più un’abitudine di acquisto degli italiani. Il Coronavirus è stato, di fatto, il catalizzatore di questo processo di cambiamento e lo ha velocizzato, una rivoluzione che, senza Covid, ci avrebbe messo molto più tempo a compiersi.

L’aumento dell’e-commerce

Durante l’isolamento a casa, molti consumatori si sono affidati per la prima volta all’ecommerce, mentre altri hanno iniziato ad usarlo con più frequenza e anche per acquisti diversi dal solito, come i prodotti alimentari, per la casa e la cura della persona.

L’aumento della base utenti resta dunque il fattore significativo di quest’anno, anche se dopo il confinamento nelle proprie abitazioni, hanno iniziato a utilizzare entrambi i canali: in parte sono tornati a quello fisico del negozio, ma in parte hanno continuato a usare quello digitale dell’e-commerce, che risulta anche confortevole in termini di risparmio di tempo. A ciò si aggiunge il fatto che il problema Covid non è sparito ancora e contribuisce a mantenere attivo il canale online nella quotidianità di molti neo-utenti.

I numeri in Italia

Secondo il Centre for Retail Research (CRR) di Savills, in Italia, le vendite tramite canali digitali sono passate dal rappresentare il 3,7% del totale nel 2019 al 6% nel 2020. La normalizzazione dei modelli di consumo, con la riapertura dei negozi, provocherà nel prossimo anno una leggera contrazione della crescita, comunque sensibile, con una previsione del 5,8% nel 2021.

Una parte della spesa dei consumatori tornerà nei negozi, ma c’è stato un vero e proprio cambiamento nella quantità di consumatori che ora fanno acquisti online ed è probabile che l’andamento continuerà in questa direzione.

L’effetto Covid

Sempre secondo le analisi di Savills, nel mondo “l’effetto Covid” è destinato ad anticipare di un anno la penetrazione dell’e-commerce, raggiungendo il 15,3% delle vendite complessive entro il 2021. In generale, secondo i dati più recenti raccolti dal Politecnico di Milano insieme a Netcomm, quest’anno l’e-commerce ha subito una forte crescita nonostante la drammatica frenata degli acquisti di servizi (-47%, in particolare a soffrire maggiormente sono i settori del turismo e dei trasporti), controbilanciata però da un importante aumento delle vendite di prodotto – specialmente di informatica ed elettronica e del settore food&grocery.

Questo nuovo andamento richiede un ripensamento completo da parte dei retailer per quanto riguarda offerta ed experience, luoghi di stoccaggio, capacità di consegna e servizi logistici.

In Italia, già nel primo semestre del 2020, gli investimenti nel settore della logistica ammontavano a circa 290 milioni di euro, in forte aumento rispetto allo stesso periodo del 2019 (+88%), e si prevedeva un andamento simile anche per la seconda metà dell’anno (dati Savills). E oggi più che mai, per le aziende di logistica, è il momento di strutturarsi, per poter davvero cavalcare l’onda dei picchi di richieste dei prossimi mesi.

Cosa serve fare

Cosa dovranno fare quindi i player della logistica? Dovranno investire in strumenti e tecnologia; aumentare i servizi per rispondere alle esigenze nuove degli utenti; potenziare i servizi di consegna, per poterli garantire anche nei momenti di maggiore richiesta.

I temi su cui bisognerà concentrarsi maggiormente sono l’adozione di nuove tecnologie e strumentazioni che aiutino nella gestione di volumi importanti, e le consegne Same Day. Questo perché solo implementando soluzioni di automatismo la gestione potrà diventare più flessibile e in grado di sopportare (e supportare) gli alti volumi di richiesta.

Non v’è dubbio che il Covid-19 abbia contribuito all’accelerazione di un processo di digitalizzazione che in ogni caso era già in corso e che per il futuro potrebbe essere fondamentale per sostenere il rilancio economico del Paese e del settore del commercio.

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