E’ boom delle SPAC: ecco cosa sono e perché sono rischiose

Questo genere di società si quota in Borsa con lo scopo di utilizzare i soldi raccolti per acquistare un'altra società privata, che poi viene quotata a sua volta dopo la fusione

Quello delle SPAC è il fenomeno finanziario del momento negli Stati Uniti. In poco più di 2 mesi a Wall Street società di questo tipo, secondo quanto ha osservato lo SPAC Research, hanno concluso 246 operazioni – quasi tante quante ne erano state registrate in tutto il 2020, 248 – e hanno attirato l’attenzione di tanti investitori. Ma anche quello della SEC, l’Autorità di sorveglianza della borsa americana, e dei legislatori di Washington.

Per SPAC si intende una “special purpose acquisition company“, cioè una “blank check company” che come le definisce la SEC americana è una “società in fase di sviluppo che non ha un piano aziendale o uno scopo specifico o ha indicato che il proprio piano aziendale è quello di impegnarsi in una fusione o acquisizione con una o più società non identificate, altra entità o persona”.

Nella pratica questo genere di società si quota in Borsa con lo scopo di utilizzare i soldi raccolti per acquistare un’altra società privata, che poi viene quotata a sua volta dopo la fusione.

Un’operazione in rapida ascesa che ha spinto l’ente di sorveglianza americano a diffondere una nota questa settimana per mettere in guardia gli investitori americani, soprattutto dopo che le SPAC hanno iniziato a utilizzare volti noti dello show business statunitense per pubblicizzare le loro attività, come ad esempio l’ex campione dei Los Angeles Lakers Shaquille O’Neal o il rapper miliardario Jay-Z.

“Il coinvolgimento di celebrità in una SPAC non significa che l’investimento in una particolare SPAC o SPAC sia generalmente appropriato per tutti gli investitori – si legge in una nota della SEC di questa settimana – Le celebrità, come chiunque altro, possono essere indotte a partecipare a un investimento rischioso o possono essere maggiormente in grado di sostenere il rischio di perdita. Non è mai una buona idea investire in una SPAC solo perché qualcuno famoso sponsorizza o investe in essa o dice che è un buon investimento”.

A preoccupare maggiormente l’Autorità americana è la scarsa conoscenza che gli investitori hanno di questo tipo di società e dei rischi connessi a tale operazioni, sottolineando le differenze con le più tradizionali IPO.

Una preoccupazione che è arrivata anche a Washington, dove il Congresso sta valutando di prendere in mano il dossier per verificare una possibile regolamentazione spinta anche dalle associazioni dei consumatori. Una di questa, la Consumer Federation of America, insieme alla ONG Americans for Financial Reforms, ha già scritto alla Commissione Servizi Finanziari della Camera dei Deputati per chiedere di rivedere profondamente le norme che regolano questo tipo di società.

“Il boom della SPAC è alimentato da conflitti di interesse e risarcimenti a spese degli addetti ai lavori degli investitori al dettaglio – si legge nella lettera dei due enti –, Il Congresso e la SEC dovrebbero chiudere le scappatoie legali che consentono agli sponsor della SPAC, alle società target e ai loro consulenti finanziari di eludere gli obblighi di divulgazione, controllo e altre norme sulla responsabilità concepite per proteggere gli investitori da decisioni di investimento male informati e frodi”.

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