Dubbi sui soldi depositati? Queste le banche a rischio nel 2016

Tenere al sicuro i propri risparmi, è anche essere sicuri che la propria banca sia stabile e non sia tra quelle nella lista di rischio elevato di default in questo 2016. Ecco quali sono queste banche

Molte volte i correntisti si chiedono in un contesto di crisi economica come quello che sta vivendo il paese, quanto siano sicuri i propri investimenti all’interno degli istituti bancari.
La risposta è semplice, nel caso la banca sia prossima al fallimento qualsiasi sia il tipo di rapporto tra questa e il cliente, i soldi sono egualmente a rischio. Certo, si segue una certa linea di movimento (prima le azioni, poi le obbligazioni e poi i conti correnti), ma se siamo di fronte a un default è ovvio che le prime due soluzioni non saranno sufficienti a coprire i disavanzi. Le banche che sono state inserite nella lista di rischio sono molte come piccole dimensioni, mentre alcune hanno nomi eccellenti.

Le banche più piccole che si trovano con i crediti deteriorati superiori al 20% sono quasi tutte cooperative, e decisamente a rischio dopo che in Italia è scattata la procedura salva banche (bail in). Tenendo presente che tale soluzione avviene non con fondi di stato ma con i soldi dei risparmiatori, si è innalzato il livello di attenzione da parte di tutti coloro che possiedono fondi all’interno delle banche a rischio. Al momento gli istituti di credito di grandi dimensioni alle quali sono state fatte richieste di verifica sui crediti deteriorati sono almeno sei.

Si tratta di Unicredit, Carige, Mps, Bpm, Banca popolare e Bper. Si attendono nei prossimi giorni sviluppi del caso, cercando di ricevere notizie sia dagli organi di indagine che da parte delle banche stesse.
Questo è necessario per dare ai risparmiatori un’informazione trasparente ed evitare di ritrovarsi come nell’ultimo caso appena trascorso dove i risparmiatori hanno perso tutto quello che avevano, creando in alcune famiglie un autentico disastro finanziario.
Al momento quello che i risparmiatori possono fare è attendere, sperando di avere buone notizie sulla situazione bancaria o nel caso di brutte notizie (decreto salva banche), di averle in tempo per salvare il loro patrimonio.

Ecco alcune banche minori che fanno parte della lista a rischio per i crediti deteriorati molto superiori alla soglia del 20%: “Cassa rurale e Artigiana di Camerano con il 37,9%, Cassa rurale di Pinzolo con il 26,3%, Cassa rurale di Mori con il 26,2%, Banca di Pistoia con il 25,7%”.
Sotto alla percentuale del 25% ci sono altre realtà piccole per la quale comunque rimane alta l’attenzione da parte di tutti, organi di controllo e risparmiatori.
Nel caso di applicazione della norma salva banche, come avvenuto nei casi di Banca Etruria, Carichieti, Carifi e Banca Marche, saranno i risparmiatori più anziani e con le perdite maggiori, i primi ad avere la possibilità di discutere il proprio ricorso.
Le domande si devono presentare entro quattro mesi dall’applicazione del bail in e potranno essere fatte sia dai risparmiatori che dai loro eredi.

Immagini: Depositphotos

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