Dramma imprese, migliaia a rischio chiusura

La nuova stretta rischia di mettere definitivamente ko interi settori dell’economia italiana. Adattarsi per sopravvivere: questa la sfida dei nostri tempi

La nuova stretta con relativa chiusura anticipata alle 18 di bar, pub e ristoranti preoccupa (non poco) le imprese. Dopo una timida ripresa nei mesi estivi, il virus è tornato a colpire duro e dalla curva dei contagi continuano ad arrivare cattive notizie: solo nella giornata di ieri si sono registrati quasi 22mila contagi e 221 morti.

Il momento è quanto mai delicato con il Governo stretto tra la necessità di tutelare la salute pubblica e quella di contenere il disagio.

Oggi, intanto, in 24 piazze di tutta Italia, gli imprenditori dei pubblici esercizi si sono dati appuntamento per far sentire la propria voce, in maniera pacifica e nel pieno rispetto delle regole, per ribadire l’enorme valore economico, sociale ed antropologico delle proprie attività.

A lanciare l’allarme nelle scorse ore, CNA. “La nuova stretta governativa legata all’emergenza sanitaria, seppur motivata dalla priorità di garantire la salute, rischia di mettere definitivamente al tappeto interi settori dell’economia italiana, innescando una crisi sociale pericolosa e senza precedenti nella storia repubblicana”.

CNA chiede ristori reali commisurati alle perdite subite, immediati e destinati a tutte le imprese interessate dal provvedimento in aggiunta alla sospensione delle cartelle esattoriali, alla cancellazione dell’Imu, ai crediti d’imposta per affitti e bollette, alla cassa integrazione per i dipendenti.

Alle 400mila imprese della ristorazione, del cinema, del benessere, degli eventi, del commercio e del turismo, direttamente colpite dal Dpcm, va aggiunto oltre un milione di imprenditori e professionisti delle filiere, che hanno altrettanto diritto in tempi rapidi a ristori adeguati al danno.

La chiusura delle attività di spettacolo, cultura e tempo libero può avere pesanti ricadute sul sistema Italia peraltro a fronte di non accertate conseguenze dirette sulla diffusione del contagio. A tal fine sarebbe stato, ed è tuttora, sicuramente più efficace assicurare la distanza interpersonale sui trasporti pubblici, avvalendosi delle disponibilità che abbiamo più volte dichiarato dei mezzi delle imprese private del trasporto persone, compresi autonoleggio e taxi. Più controlli mirati e meno interventi a pioggia avrebbero sortito risultati maggiormente efficaci sul fronte della prevenzione.

CNA chiede, infine, da subito la convocazione di un tavolo permanente di confronto operativo, con le Parti Sociali che hanno firmato i protocolli di sicurezza, per riprendere il proficuo confronto con il Governo aperto a primavera.

IMPRESE, UN NUOVO DARWINISMO: ADATTARSI PER SOPRAVVIVERE –  Sapersi reinventare. Trasformare la crisi in opportunità. Rispondere alle criticità con l’innovazione. Questa la sfida lanciata dalla pandemia ad individui ed imprese che hanno risposto presente, raccogliendola. Mai come ora a molti è tornata in mente la lezione di Darwin che ci ha insegnato che in natura non sempre vince il più forte, ma sempre vince chi sa adattarsi meglio all’ambiente. Argomento, tra l’altro, al centro del  webinar “Ricette concrete per il Futuro” organizzato dalla Fondazione Romeo e Enrica Invernizzi.

“Quest’anno abbiamo tutti sperimentato un cambiamento sostanziale e repentino delle condizioni di mercato in cui operano le imprese. Ci sono aziende che non hanno saputo adattarsi alla nuova realtà e sono subito entrate in crisi, altre hanno potuto trarre vantaggio dalla nuova situazione, altre ancora, pur partendo da una situazione di difficoltà, hanno saputo reinventarsi imboccando nuove vie”.

 

 

 

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