Draghi torna alla carica con gli Eurobond

Forte della sua lunga esperienza alla BCE, il Premier Mario Draghi è tornato ad enfatizzare l'importanza di una emissione comune, gli Eurobond appunto, e di una politica fiscale comune.

Abbattuto il fronte tedesco e dei “falchi” nordeuropei, piuttosto ostico al tema, Draghi torna a parlare del ruolo centrale dell’euro e della necessità di accelerare sul progetto Eurobond, dopo la “sperimentazione” dei Social Bond attuata con le misure di contrasto alla pandemia. Una montagna di emissioni è attesa nei prossimi 4 anni, ma l’UE potrebbe mettere a frutto questa esperienza per il futuro e per completare quella unione fiscale e politica che sino ad oggi ha dovuto incontrare moltissimo ostacoli.

Draghi spinge sugli Eurobond 

Forte della sua lunga esperienza alla BCE, il Premier Mario Draghi è tornato ad enfatizzare l’importanza di una emissione comune, gli Eurobond appunto, e di una politica fiscale comune, che consenta di rendere stabile il meccanismo di emissioni comuni, rifacendosi agli Stati Uniti come “modello” cui tendere per mettere a punto un sistema in grado di dare prosperità in futuro.

“Lo che la strada è lunga, ma dobbiamo cominciare a incamminarci. È un obbiettivo di lungo periodo, ma è importante avere un impegno politico”, ha detto Draghi, aggiungendo “dobbiamo disegnare una cornice per la politica fiscale che sia in grado di portarci fuori dalla crisi”.

In questa fase – ha sottolineato – “la priorità assoluta deve essere non commettere errori durante la ripresa economica” e guardare al modello Stati Uniti. “Negli Usa  – ha spiegato il Premier – hanno un’unione dei mercati dei capitali, un’unione bancaria completa, e un safe asset” e questa è la chiave del successo del dollaro a livello globale,.

UE pronta a emettere 1 trilione di titoli

L’UE si prepara ad emettere entro il 2024 quasi 1 trilione di euro di titoli “comuni”, per finanziare i due programmi approntati per combattere la crisi pandemica, il programma SURE per la cassa integrazione europea ed il Next Generation EU, per finanziare i Piano di ripresa degli Stati membri e garantire un’uscita prospera dalla crisi sanitaria.

Per l’esattezza emetterà 900 miliardi di bond, che hanno un rating elevato, quindi sono in grado di rappresentare il nuovo “rifugio sicuro” nel mercato obbligazionario, proprio come è accaduto sino ad oggi per il Bund tedesco.

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