Draghi: ripresa mondiale a rischio, disoccupazione all’11%

Senza una crescita dei consumi interni non ci sarà sviluppo economico forte e duraturo

Serve “un più stretto coordinamento tra le politiche economiche dei principali paesi”, perché la ripresa mondiale è a rischio. Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, torna a parlare della ripresa nel corso del suo intervento alla Giornata mondiale del risparmio.

Il governatore spiega che “nell’ultimo G20 sono stati presi impegni a perseguire politiche strutturali per sostenere la domanda globale; a desistere da ogni forma di protezionismo; a muovere verso tassi di cambio flessibili e più coerenti con i fondamentali, al tempo stesso adoperandosi a ridurre la volatilità degli afflussi di capitale verso i paesi emergenti e nei paesi avanzati a delineare programmi di consolidamento dei bilanci pubblici nel medio termine, credibili e favorevoli alla crescita”.

Mai problemi maggiori arrivano dal mercato del lavoro. Infatti, Mario Draghi stima che “le prospettive per la crescita del Pil, quest’anno e il prossimo, non si discostano molto dall’1%”. Il tasso di sottoutilizzo è “superiore all’11%”, dice, conteggiando assieme ai disoccupati i lavoratori in cassa integrazione e quelli che scoraggiati hanno smesso di cercare attivamente un impiego. Secondo Draghi, “allo sviluppo economico serve il contributo della domanda interna: quel circolo virtuoso che da consumi evoluti e investimenti lungimiranti porta a redditi alti e diffusi, e ancora a consumi e benessere”.
Invece, ha aggiunto, “oggi i consumi ristagnano perché i redditi reali delle famiglie non progrediscono e vi è una diffusa incertezza sul futuro”. Per questo, ha concluso Draghi, “la condizione del mercato del lavoro è il tema centrale, da analizzare guardando a tutti gli indicatori e a tutte le buone fonti informative disponibili”.

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