Draghi: “Economia Ue a rischio per nuovi shock”. Allarme giovani

"Dubbi sulla direzione dell'Europa, ma non ci arrendiamo. La disoccupazione colpisce la generazione più istruita di sempre"

Mario Draghi teme un nuovo shock perché l’Europa è ancora vulnerabile. Parole allarmanti quelle che si leggono nella sua prefazione del rapporto Bce 2015. Scrive Draghi: “Le prospettive per l’economia mondiale sono circondate da incertezza. Dobbiamo fronteggiare persistenti forze disinflazionistiche. Si pongono interrogativi riguardo alla direzione in cui andrà l’Europa e alla sua capacità di tenuta a fronte di nuovi shock”. E aggiunge: “La Bce non si piega, prosegue l’espansione monetaria”.

Non è solo il presidente della Bce, del resto, a parlare di shock, usando un termine che non è proprio rassicurante. “Se dovessero esserci ulteriori shock, le nostre misure potrebbero essere ricalibrate nuovamente”, gli fa eco il capo economista della Bce, Peter Praet avvertendo dei rischi di tassi così bassi per le banche.

2015, ANNO DI RIPRESA – “Senza le misure della Bce “l’inflazione sarebbe risultata negativa nel 2015 e sarebbe stata inferiore di oltre mezzo punto percentuale nel 2016 e di circa mezzo punto percentuale nel 2017”.
“In questo contesto – continua il presidente della Bce – un nodo centrale del 2015 è stato per l’area il rafforzamento della fiducia: fra i consumatori per promuovere la spesa; da parte delle imprese per riavviare le assunzioni e gli investimenti; a livello delle banche per incrementare i prestiti”.

AUMENTO DELLA FIDUCIA – Secondo Draghi “ciò è stato essenziale per alimentare la ripresa e contribuire a riportare l’inflazione verso il nostro obiettivo di tassi inferiori ma prossimi al 2%”. “Con l’avanzare dell’anno – prosegue – abbiamo di fatto assistito al consolidarsi della fiducia. La domanda interna ha sostituito quella esterna come motore della crescita sulla scia di un miglioramento del clima di fiducia dei consumatori”.
Nel complesso dell’area dell’euro, spiega ancora Draghi “è ripartita la dinamica del credito. L’occupazione ha continuato ad aumentare e i timori di deflazione, che si erano diffusi nell’area agli inizi del 2015, sono stati interamente dissipati”.

NON ESCLUSO UN NUOVO TAGLIO DEI TASSI – La Banca centrale europea non esclude un nuovo taglio dei tassi di interesse. E’ quanto emerge dai verbali della riunione del 10 marzo durante la quale il consiglio direttivo dell’istituto di Francoforte ha varato un pacchetto di nuove misure anti-deflazione. La Bce ipotizza un’eventuale nuova sforbiciata in caso di shock economici. Ritenuta al momento non necessaria, invece, l’esenzione di alcune banche dai tassi negativi sui depositi.

ALLARME GIOVANI- “Nonostante sia la generazione meglio istruita di sempre, i giovani di oggi stanno pagando un prezzo troppo alto per la crisi. Per evitare di creare una “generazione perduta” dobbiamo agire in fretta», afferma Mario Draghi. Senza il ruolo attivo dei governi nazionali, sottolinea con forza, il problema non si risolverà.

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