Draghi: “All’Italia si chiede un piano riduzione debito credibile”

Prima di una eventuale procedura di infrazione il governo italiano produrrà un piano a medio termine per ridurre il rapporto debito/pil

“Prima di una eventuale procedura di infrazione il governo italiano produrrà un piano a medio termine per ridurre il rapporto debito/pil. Comunque all’Italia non è stato chiesto un calo rapido di questo rapporto”: il progetto elaborato da Roma “deve essere comunque credibile” perché verrà “misurato sui piani e sulle azioni che seguiranno”. Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, nella conferenza stampa seguita alla decisione dell’Eurotower di lasciare al al minimo storico il costo del denaro nell’Eurozona.

Come ampiamente previsto dalla guidance della Bce, il Consiglio direttivo ha deciso infatti di mantenere invariati i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,40%. Quanto ai minibot proposti in Italia “non sarebbero legali. O sono denaro o sono debito” la secca risposta di Draghi a una domanda in conferenza stampa.

Si definiscono intanto i dettagli delle nuove iniezioni di liquidità che la Bce avvierà a settembre. Infatti nella riunione odierna, il Consiglio direttivo dell’Eurotower ha stabilito che “per ciascuna operazione sarà fissato un tasso di interesse superiore di 10 punti base rispetto al tasso medio applicato alle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema per la durata della rispettiva Tltro”. Se concederanno prestiti netti idonei superiori a un valore di riferimento, tuttavia, in queste operazioni “le banche beneficeranno di un tasso di interesse inferiore, che potrà essere ridotto fino a raggiungere un livello pari al tasso medio applicato ai depositi presso la banca centrale per la durata dell’operazione con l’aggiunta di 10 punti base”.

Una delle condizioni definite dal Consiglio direttivo è che è fissato a zero il tasso di riferimento per le controparti che richiederanno prestiti all’interno delle Tltro-3 e che a fine marzo 2020 presenteranno un livello di prestiti erogati positivo rispetto al 31 marzo 2019. Per “le controparti che esibiranno crediti netti negativi” il tasso netto di riferimento sarà pari a quello in vigore in tale periodo. Il tasso di interesse applicato alle operazioni Tltro-3 sarà comunicato ai richiedenti a settembre 2021. Gli istituti – continua il documento – possono prendere a prestito fino al 30% del totale dello stock di prestiti idonei in vigore al 28 febbraio 2019. L’ammontare che può essere preso in prestito in questo round è ridotto per un qualsiasi importo precedentemente preso in prestito nelle Tltro-2 e ancora in sospeso. Inoltre, l’importo che le controparti possono prendere in prestito in ciascuna delle sette operazioni sarà limitato al massimo al 10% delle loro scorte di prestiti idonei al 28 febbraio 2019. Le operazioni Tltro-3 non possono essere rimborsate prima della scadenza.

Dopo una “valutazione complessiva” il Consiglio direttivo della Bce si attende che i tassi di riferimento “si mantengano su livelli pari a quelli attuali almeno fino alla prima metà del 2020″ ha detto Draghi in conferenza stampa comunicando che sono state riviste le stime macroeconomiche elaborate dallo staff della Bce. La revisione, ha spiegato, è al rialzo per l’anno in corso (+0,1 punti a 1,2%) mentre le stime sono state tagliate di 0,2 punti per il 2020 e di 0,1 punti per il 2021, anni in cui la crescita dovrebbe attestarsi all’1,4%. Draghi ha inoltre rivelato che nella riunione odierna del Consiglio direttivo della Bce “alcuni membri hanno ipotizzato tagli ai tassi, altri una ripresa del programma di acquisti, altri interventi sulla guidance”. La decisione sui tassi è stata comunque “unanime” ha spiegato.

In collaborazione con Adnkronos

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