Dopo il terremoto Governo punta su detrazioni al 65% per lavori antisismici

Si mira ad estendere platea di Comuni che potrà usufruire del sisma bonus

(Teleborsa) – Niente nuovi giochi per finanziare la ricostruzione, no ad aumento delle accise dei carburanti. Dopo il devastante sisma che ha messo in ginocchio l’Italia centrale nella notte tra il 23 e il 24 agosto scorso, il Governo punta forte sulle detrazioni Irpef del 65% per i lavori antisismici, incentivi già disponibili o allo studio nel piano Casa Italia. Una delle misure del Governo è il sisma bonus, che estenderà ad un maggior numero di interventi antisismici l’agevolazione al 65% (detrazione IRPEF) attualmente previsto solo per le zone ad alta pericolosità. Alla prevenzione futura sul territorio italiano, invece, è dedicato il piano Casa Italia. Il sisma bonus è un intervento immediato, per stimolare i lavori antisismici sugli edifici esistenti: si tratta di applicare la detrazione IRPEF del 65% a tutti gli immobili a rischio, anche delle imprese e non solo nelle zone sismiche 1 e 2 (come prevede la legge attuale).

Si attendono i dettagli del provvedimento per capire in che modo estendere la platea dei beneficiari rispetto agli attuali 3mila circa Comuni italiani e come modulare la detrazione. La legge attuale prevede la detrazione fino a un massimo di 96mila euro spalmata su dieci anni. Esempio: su una spesa per interventi antisismici pari a 60mila euro nel 2016, la detrazione è di 39mila euro, ovvero 3900 euro all’anno a partire dal 2017. La misura è valida fino al 31 dicembre 2016, quindi in vista ci sono tanto la proroga per il 2018 quanto la riformulazione del bonus destinato a un più ampio numero di edifici. Fra le ipotesi allo studio, anche quella di spalmare la detrazione su 20 anni. I lavori antisismici sono comunque già agevolati anche se non si trovano nelle zone ad alta pericolosità, con la detrazione al 50% per ristrutturazione edilizia (fino a 96mila euro, in dieci anni). E’ anche in vigore una misura specifica per gli alberghi: un credito d’imposta al 30% fino a 200mila euro nel triennio 2014-2016.

 

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