DL Sostegni bis, più ristori per piccole Partite IVA

E settori in crisi. La tensione sale e Palazzo Chigi accelera

In carica, ormai, da più di due mesi, il Governo Draghi prova ad accelerare non solo sul fronte sanitario ma anche su quello economico mentre in molti iniziano a chiedersi se fosse più ricco il tesoretto stanziato dal predecessore Conte con il Decreto Ristori, sostituito dal dl Sostegno. 

Nella guerra dei numeri e al netto delle “tifoserie” dell’uno o dell’altro Presidente del Consiglio, una cosa però è certa: bisogna fare in fretta. A più di un anno dall’inizio della pandemia, sono tantissime attività e settori colpiti dalla crisi, fiaccate dalle restrizioni necessarie per contenere la diffusione del virus. Cresce la tensione nel Paese e le manifestazioni di protesta della scorsa settimana sono il termometro di una situazione che rischia di esplodere. Insomma, una vera e propria bomba ad orologeria che va disinnescata prima che sia troppo tardi.

Riflettori puntati sul sostegni “bis”, pensato con l’obiettivo di aiutare di più le piccole partite IVA e i settori più colpiti dalla crisi, cominciando a disegnare la ripresa, step questo che passa per l’introduzione di misure più selettive su fronti caldi come il rinvio dei pagamenti fiscali, il blocco dei licenziamenti e quello degli sfratti. Lo spiega al Sole24Ore Claudio Durigon, il sottosegretario leghista all’Economia che dovrà gestire anche la pioggia di emendamenti in arrivo al primo “Dl sostegni” adesso in Senato. Numeri “monstre”: la nuova edizione potrebbe superare i 32 miliardi di deficit movimentati dal primo provvedimento, per attestarsi almeno a quota 35 miliardi (ma si potrebbe arrivare anche attorno ai 40 miliardi).

Il 22 aprile arriva in Aula il Def (Documento di Economia e Finanza) con lo scostamento di bilancio necessario a finanziare il decreto Sostegni bis. La richiesta arriverà nei prossimi giorni, con un apposito Consiglio dei Ministri.

Non c’è più tempo da perdere, per questo, a Palazzo Chigi si lavora con un occhio rigorosamente all’orologio al nuovo giro di aiuti. “Va sottolineata la grande efficienza dell’impianto costruito con Sogei e agenzia delle Entrate – spiega Durigon al quotidiano economico – che ha permesso di far partire i pagamenti giovedì scorso. Cambiare criterio, per parametrare per esempio gli aiuti sui costi fissi, significherebbe allungare i tempi e chiedere ai diretti interessati nuovi dati non sempre facili da raccogliere. Ma in questa fase il tempo ha un valore”.

Stessi criteri, dunque, ma risultati diversi con percentuali di aiuto maggiori per i soggetti economici maggiormente colpiti dalla crisi. “In prima fila ci sono le partite Iva più piccole”, ribadisce il sottosegretario all’Economia. Del resto, i dati pubblicati nei giorni scorsi su Il Sole 24 Ore mostrano come il 58% di chi fattura fino a 100mila euro abbia visto sfumare nel 2020 almeno il 30% del proprio volume d’affari, mentre la stessa caduta ha riguardato un terzo delle partite IVA più grandi.

Un’azione a 360 gradi quella messa a punto dal Governo che ha individuato nel Sostegni bis anche un provvedimento non solo di sostegno ma anche di rilancio: previsto, dunque, per le imprese con turnover sopra i 10 milioni, il rifinanziamento del fondo da 200 milioni per settori strategici e particolarmente danneggiati dalle restrizioni anti Coronavirus. In particolare fiere, turismo e tessile.

Capitolo blocco sfratti, che rischia seriamente di danneggiare i proprietari: per questo probabilmente sarà limitato alle attività più in crisi, mentre avanza l’ipotesi di un credito d’imposta in scia all’attuale bonus affitti al 60%.

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