Dl Semplificazioni, tutte le novità nella bozza del decreto

Semplificazioni in materia di contratti pubblici ed edilizia, semplificazioni procedimentali e responsabilità, misure di semplificazione digitale e per il sostegno e la diffusione dell’amministrazione digitale. Questi i tre titoli del Dl Semplificazioni il cui varo è atteso in settimana. Il testo della bozza che circola in queste è composto da 48 articoli con tematiche che riguardano pubblica amministrazione, contratti pubblici ed edilizia e green economy. Tra le novità anche una revisione della responsabilità erariale e dell’abuso d’ufficio.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – Sul fronte della Pa arriva il via libera a tutti i servizi digitali tramite Spid, carta di identità elettronica e AppIO su cellulare. L’identità digitale, nel rispetto degli standard di sicurezza imposti dal diritto europeo, andrà così a sostituire l’esibizione o la trasmissione di copia del un documento di identità in tutti i casi in cui è richiesta. Il testo della bozza inserisce, infatti, l’obbligo per le amministrazioni di offrire i servizi anche in modalità digitale e su mobile. Viene inoltre prevista la possibilità di un domicilio digitale ai professionisti, anche non iscritti ad albi e  la semplificazione e il rafforzamento del domicilio digitale dei cittadini come modalità ordinaria di comunicazione con la Pa.

Smart working. Nella bozza del Dl è previsto l’obbligo per  le Pa di “sviluppare i propri sistemi con modalità idonee a consentire l’accesso da remoto ai propri dipendenti e favorire così il lavoro agile (smartworking)”.

Codice di condotta tecnologica. Prevista nel testo l’istituzione di un codice di condotta tecnologica con ”regole omogenee per tutte le pa, per gli acquisti ict, per lo sviluppo dei sistemi e per la progettazione e realizzazione dei servizi digitali ai cittadini, con regole per la formazione tecnologica dei pubblici dipendenti ed esperti che affianchino i progetti di trasformazione digitale delle amministrazioni (obblighi di progettare i sistemi e i servizi per renderli fruibili in digitale tramite spid e cie e su mobile tramite appIO, oltre che per consentire diffusamente il lavoro agile)”. Tale codice sarà emanato dal capo del dipartimento della trasformazione digitale della presidenza del Consiglio dei ministri.

Pec e domicilio digitale. 
Per quanto riguarda le comunicazioni con la pubblica amministrazione vi è “semplificazione e rafforzamento dell’utilizzo esclusivo della pec e del domicilio digitale nei rapporti tra le imprese, i professionisti e la p.a.”.

Atti tardivi e “silenzio assenso”. La bozza del Dl contiene modifiche alla legge 241 del 1990, che detta la disciplina del procedimento amministrativo e del diritto di accesso ai documenti amministrativi, con le misure in materia di semplificazioni procedimentali. La nuova previsione normativa mira a risolvere il problema degli ”atti tardivi” e a garantire la piena efficacia della regola del silenzio assenso, al fine di evitare che l’attesa illimitata di un atto di dissenso espresso, pur se sopravvenuto oltre i termini prefissati, vanifichi ogni funzione acceleratoria. Nei casi già previsti dalla legge 241, la scadenza dei termini fa venire meno il potere postumo di dissentire, fatto salvo il potere di annullamento d’ufficio qualora nei ricorrano i presupposti e le condizioni.

GREEN ECONOMY – La bozza prevede un “un meccanismo semplificato per il rilascio delle garanzie pubbliche da parte di Sace a favore di progetti del green new deal, in linea con la strategia ambientale promossa dalla Commissione Ue”. Sempre in materia di green economy sono in arrivo “disposizioni di semplificazione in materia di interventi su progetti o impianti alimentati da fonti di energia rinnovabile e di taluni nuovi impianti, nonché di spalma incentivi”.

CONTRATTI PUBBLICI –  In materia di contratti pubblici le principali semplificazioni riguardano le procedure per l’incentivazione degli investimenti pubblici durante il periodo emergenziale in relazione all’aggiudicazione dei contratti pubblici sotto soglia e a quelli sopra soglia e di rilevanza nazionale. Per i contratti sotto soglia viene introdotta una norma transitoria, con efficacia limitata alle procedure avviate fino al 31 luglio 2021, che prevede solo due modalità di affidamento dei contratti pubblici: l’affidamento diretto o in amministrazione diretta per lavori, servizi e forniture di importo inferiore a 150mila euro; e l’applicabilità della procedura negoziata senza bando con consultazione di almeno cinque operatori per tutte le altre procedure, nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti, con individuazione degli operatori in base a indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici.

Per i contratti pubblici sopra soglia e di rilevanza nazionale, la norma disciplina le procedure applicabili ai contratti superiori alle soglie comunitarie ovvero a specifiche opere di rilevanza nazionale, prevedendo che le procedure si applichino qualora l’atto di avvio del procedimento amministrativo, la determina a contrarre o altro atto equivalente, sia adottato entro il 31 luglio 2021. Nel dettaglio si prevede l’applicabilità, salva motivata determinazione di ricorso alle procedure ordinarie, della procedura ristretta o, nei casi previsti dalla legge, della procedura competitiva con negoziazione prevista dal decreto legislativo 50 del 2016 per i settori ordinari, e per i settori speciali, ovvero ricorrendone i relativi presupposti con le procedure sempre previste dallo stesso provvedimento in ogni caso con i termini ridotti, per ragioni di urgenza. Si prevede che con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, è individuato l’elenco delle opere di rilevanza nazionale la cui realizzazione è necessaria per il superamento della fase emergenziale o per far fronte agli effetti negativi, di natura sanitaria ed economica, derivanti dalle misure di contenimento e dall’emergenza sanitaria globale del Covid-19 e per i quali vi è una situazione di estrema urgenza tale da non consentire il rispetto dei termini, anche abbreviati, previsti dalle procedure ordinarie e derivante dagli effetti della crisi causata dalla pandemia Covid-19 o dal periodo di sospensione delle attività determinato dalle misure di contenimento adottate per fronteggiare la crisi.

AMBIENTE – Per quanto concerne le semplificazioni in materia ambientale la bozza introduce la semplificazione e l’accelerazione della procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) i cui tempi, attualmente, possono arrivare anche a 10 anni. Per conseguire la certezza dei tempi di chiusura del procedimento il testo propone: la previsione dell’obbligo di presentazione sin dall’avvio del procedimento da parte del proponente del progetto di fattibilità o del progetto definitivo (in luogo degli attuali elaborati progettuali); riduzione dei termini attualmente previsti; esercizio del potere sostitutivo in caso di inerzia nella conclusione del procedimento. È, inoltre, prevista la creazione di una procedura speciale accelerata (fast-track) dedicata all’espletamento delle procedure Via delle opere ricomprese nel Programma Nazionale Integrato Energia e Clima (Pniec). Tali procedure saranno affidate all’istruttoria di una Commissione speciale composta da dipendenti pubblici.

OPERE PUBBLICHE – Prevista la creazione di un fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche volto a evitare che la mancanza temporanea di risorse pubbliche (in attesa della erogazione di un finanziamento o per altra causa) possa costituire un ostacolo alla realizzazione dell’opera. Il Fondo – secondo quanto si apprende dalla bozza – sarà diretto alle stazioni appaltanti e le somme sono destinate a finanziarie la prosecuzione delle opere necessarie alla realizzazione dell’opera. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è in ogni caso surrogato in tutti i diritti del destinatario del versamento nei confronti dei propri danti causa. Inoltre, fino al 31 luglio 2021 si prevede l’obbligatorietà della costituzione del collegio consultivo tecnico per appalti di valore superiore alle soglie comunitarie ovvero per opere di interesse nazionale.

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