Dl Semplificazioni: al via gli appalti senza gara

Decreto Semplificazioni: appalti senza gara ma con trattativa o affidamento diretto, snellimenti burocratici nella PA.

Semplificazioni in materia di contratti pubblici ed edilizia, semplificazioni procedimentali e responsabilità, misure di semplificazione digitale e per il sostegno e la diffusione dell’amministrazione digitale. Questi i tre titoli del Dl Semplificazioni il cui varo è atteso in settimana. Il testo della bozza che circola in queste ore è composto da 48 articoli con tematiche che riguardano pubblica amministrazione, contratti pubblici ed edilizia e green economy.

In materia di contratti pubblici le principali semplificazioni riguardano le procedure per l’incentivazione degli investimenti pubblici durante il periodo emergenziale in relazione all’aggiudicazione dei contratti pubblici sotto soglia e a quelli sopra soglia e di rilevanza nazionale.

Per i contratti sotto soglia viene introdotta una norma transitoria, con efficacia limitata alle procedure avviate fino al 31 luglio 2021, che prevede solo due modalità di affidamento dei contratti pubblici: l’affidamento diretto o in amministrazione diretta per lavori, servizi e forniture di importo inferiore a 150mila euro; e l’applicabilità della procedura negoziata senza bando con consultazione di almeno cinque operatori per tutte le altre procedure, nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti, con individuazione degli operatori in base a indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici.

Sopra tale soglia minima trattativa diretta con almeno cinque operatori, fino a un tetto intermedio, che dovrebbe essere fissato a 5 milioni di euro. Sopra questa cifra, resta invece la necessità di fare il bando.

Novità in vista anche per la valutazione di impatto ambientale (VIA), tagliando in particolare le tempistiche (che al momento possono richiedere fino a dieci anni).

Un capitolo importante riguarda poi l’abuso d’ufficio, con maggiori garanzie per il pubblico amministratore nell’esercizio dei margini discrezionali previsti dalla legge, e la riforma del danno erariale, sempre con l’obiettivo di fornire un quadro normativo certo, che consenta al pubblico ufficiale di procedere in tempi veloci senza essere perseguibile per errori che non comportino il dolo (quindi, un danno intenzionale).

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