Divorzio e assegni: meglio che le ex mogli abbiano un lavoro

Cambiano le regole in sede di divorzio: le ex mogli, anche se non hanno un lavoro, potrebbero avere difficoltà a ottenere l'assegno di mantenimento

Il divorzio cambia direzione. Se un tempo sposarsi significava “sistemarsi”, anche in senso economico, con le nuove regole questa tendenza verrà totalmente rivista. Le ex mogli, in sede di divorzio, potrebbero avere molte difficoltà a ottenere un assegno di mantenimento. Meglio per loro, quindi, avere un lavoro o affrettarsi a cercarlo.

Cosa sta succedendo nelle cause divorziste? Una sentenza, la 11504/2017, ha aperto un nuovo scenario per quanto riguarda il campo dei matrimoni, ed ecco perché. La Corte di Cassazione ha espresso il suo giudizio riguardo un caso specifico di divorzio, quello tra Lisa Lowenstein e l’ex Ministro dell’Economia Vittorio Grilli. La decisione è stata presa: alla donna non viene riconosciuto l’assegno di mantenimento precedentemente pattuito. Nonostante le forti accuse e le critiche da parte della ex moglie di Grilli, la sentenza ha decretato che se il coniuge “più debole” è autosufficiente non va riconosciuto alcun contributo assistenziale.

La sentenza, con questa decisione, cambia totalmente il panorama dei divorzi italiani, che hanno registrato un aumento del 57% dal 2014. Dato che, ovviamente, deve tenere conto anche dell’introduzione del “divorzio breve” e dei costi, più contenuti rispetto al passato. Secondo alcuni avvocati divorzisti, le decisioni stabilite dalla Corte di Cassazione riguarderanno principalmente le unioni “ricche”, quelle in cui, per intenderci, un coniuge debole, nella quasi totalità dei casi di sesso femminile, ha sposato un partner benestante. Secondo altri, invece, si potrebbe creare un vero e proprio sconvolgimento giurisprudenziale, che causerà non pochi problemi alle ex mogli.

Il tenore di vita non verrà più riconosciuto, parlerà soltanto il reddito, gli immobili posseduti o la possibilità di risiedere stabilmente in una abitazione e, non ultimo, la situazione lavorativa. Se l’ex moglie è in grado di mantenersi in autonomia, allora niente assegno. E in caso il lavoro non ci sia?

“Il coniuge più debole” spiega l’avvocato Eliana Onofrio “avrà l’onere di provare che è disoccupato non per inerzia ma perché non è riuscito a trovar lavoro”. Da produrre in giudizio, quindi tutte le prove che attestino i “no” ricevuti durante i colloqui di lavoro. Non le avete? Potreste essere nei guai. Inoltre, molte donne hanno lasciato tutto per dedicarsi totalmente alla famiglia, permettendo così al coniuge di fare carriera. “In questo caso” continua l’avvocato “il rischio di non vedersi riconosciuto un assegno di divorzio che copra la mancata contribuzione pensionistica e che consenta di vivere senza lavorare aumenta molto”. Donne avvisate, mezze salvate.

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