Divorzio all’italiana bye bye: per l’assegno adesso il criterio è autosufficienza

La Cassazione manda in soffitta il vecchio parametro del tenore di vita

(Teleborsa) Finisce un’era: quella del matrimonio come “sistemazione”, anche economica. Tempi duri per quanti, in passato o anche in epoca più recente, guardavano a quello che da molti è considerato il giorno più bello di tutta la vita, anche come una ghiotta opportunità per portarsi a casa un assegno divorzile a più zeri.
BYE BYE DIVORZIO ALL’ITALIANA – Una vera e propria rivoluzione sull’assegno di divorzio che fino ad oggi, anzi a ieri per la precisione, era strettamente legato al tenore di vita.
La svolta, che da molti è stata definita epocale, arriva con la sentenza n. 11504 della prima sezione civile della Cassazione secondo la quale ‘il parametro del tenore di vita collide radicalmente con la natura stessa dell’istituto del divorzio e con i suoi effetti giuridici’. D’ora in poi, il criterio sarà l’autosufficienza.

Dopo quasi 27 anni, in pratica, la Corte, che si è espressa sulla  causa dell’ex ministro dell’Economia Vittorio Grilli e l’ex moglie Lisa Caryl Lowenstein, ha ritenuto che il parametro del tenore di vita goduto durante il matrimonio non sia più un orientamento attuale: “il rapporto matrimoniale si estingue non solo sul piano personale ma anche economico-patrimoniale, sicché ogni riferimento a tale rapporto finisce illegittimamente con il ripristinarlo, sia pure limitatamente alla dimensione economica del tenore di vita matrimoniale in una indebita prospettiva di ultrattività del vincolo matrimoniale”. Sposarsi, scrive la Corte, è un “atto di libertà e autoresponsabilità“.
UN TERREMOTO GIURISPRUDENZIALE IN LINEA CON GLI ALTRI PAESI EUROPEI – Secondo gli ‘ermellini’, “l’assegno divorzile può essere riconosciuto soltanto se chi lo richiede dimostri di non poter procurarsi i mezzi economici sufficienti al proprio mantenimento”. Lo sottolinea, in una nota, l’avvocato Gian Ettore Gassani, presidente dell’associazione degli avvocati matrimonialisti. “Viene spazzato via un principio sancito nel 1970 dalla legge 898 che ha introdotto il divorzio in Italia. Si tratta quindi di un terremoto giurisprudenziale in linea con gli orientamenti degli altri Paesi europei nei quali l’assegno divorzile dipende essenzialmente dai patti prematrimoniali”, conclude Gassani.
Divorzio all’italiana bye bye: per l’assegno adesso il criterio è autosufficienza
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