Separarsi conviene, parola di Fisco – Si risparmia su Ici, bollette e tasse scolastiche. Gli assegni familiari aumentano. Tante buone ragioni per non vivere più insieme (ufficialmente)

Si risparmia su Ici, bollette e tasse scolastiche. Gli assegni familiari aumentano. Tante buone ragioni per non vivere più insieme (ufficialmente)


Due
cuori e due capanne. E’ la nuova formula dell’unione perfetta. Aggiornatevi. Se non ci credete chiedete a un esperto. No, non a un autore di romanzi d’amore o a uno psicologo della coppia: chiedete al commercialista. Perché vivere separati conviene economicamente. Basta fare due conti: riduzione del reddito individuale e altri sgravi legati all’abitazione rendono la divisione dei coniugi fiscalmente attraente. Al punto che, in tempi di crisi economica, è nato il fenomeno della “separazione simulata“.

Proprio così. La coppia va d’amore e d’accordo e non avrebbe nessuna intenzione di dividersi: lo fa per pura convenienza economica. Intendiamoci: marito e moglie continuano tranquillamente a vivere sotto lo stesso tetto ma risultano ufficialmente separati. Separare le residenze e gli stipendi fa risparmiare su diverse imposte e altri costi che variano in funzione del reddito familiare. Ma è necessaria una premessa: la convenienza riguarda i redditi medio-alti, le famiglie in cui entrano due stipendi, che hanno una certa capacità di risparmio e sono proprietarie della casa in cui vivono e di un’eventuale seconda casa. I meno abbienti non si facciano illusioni: nel loro caso due vite costano sempre più di una.

Separati per la casa

Vediamo più nel dettaglio dove sta il vantaggio economico della separazione. Si risparmia soprattutto sulla casa: se uno dei coniugi prende la residenza, ad esempio, nella casa al mare di famiglia, questa diventa prima casa e non paga più l’Ici. Come abitazione principale diminuiscono anche le tariffe di luce e gas. Se invece la coppia non ha una seconda casa ma può acquistarla, farlo da “separati” – cioè comprarla come abitazione di residenza per uno dei due coniugi – fa risparmiare sull’imposta di registro (3% anziché 7%) o sull’Iva (4% anziché 10%). Percentuali che tradotte in valore assoluti sui prezzi degli immobili fanno una bella differenza.

Ma i vantaggi non finiscono qui. Anche dividere i redditi dei due coniugi conviene. Se il reddito familiare scende sotto una certa soglia scatta, ad esempio, l’esenzione dal ticket per i medicinali e le visite mediche e diminuiscono le tasse universitarie. Inoltre al genitore “solo” spettano assegni familiari più alti. Con redditi familiari più bassi ci sono anche vantaggi non direttamente economici, come la precedenza nelle graduatorie in alcuni servizi (ad esempio gli asili nido).

Se poi il reddito del marito è molto alto, anche passare (per finta) gli “alimenti” alla moglie diventa conveniente: l’assegno infatti è deducibile dal reddito. E’ vero che l’importo aumenta il reddito dell’altro coniuge ma, per il gioco degli scaglioni e delle aliquote, su due redditi medio-bassi si pagano complessivamente meno tasse che su un reddito elevato. Ma quando le cose tra marito e moglie vanno male davvero questa non è certo una grande consolazione. (A.D.M.)

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