Direttiva sui pagamenti, una rivoluzione per le banche (e non solo)

Un giorno di valuta per accreditare assegni e bonifici. E non solo in banca: anche supermercati e distributori di benzina entrano nel grande business dei servizi di pagamento

Più vincoli e soprattutto molti più concorrenti per le banche. Potrebbe essere sintetizzata così la filosofia che sta alla base della direttiva europea sui servizi di pagamento (Psd) finalmente recepita anche dal nostro governo. D’altronde le banche non possono certo essere considerate un soggetto debole, bisognoso di protezione. Ed è forse proprio per questo che il Parlamento europeo ha deciso di togliere loro il monopolio (o quasi) delle gestione dei pagamenti, estendendo questa facoltà anche a soggetti non bancari. Nonché di stabilire regole uniformi e termini più stretti per i pagamenti che continuano ad avvenire nell’ambito dei circuiti bancari tradizionali.

Un bonifico? Anche al supermercato
La principale scossa di terremoto per il mercato bancario – e di conseguenza per gli utenti –  è arrivata con la nascita degli “istituti di pagamento“, nuovi attori sulla scena delle transazioni monetarie. Si tratti di soggetti commerciali, come compagnie telefoniche, supermercati, stazioni di rifornimento ecc., che alla loro normale attività potranno affiancare anche l’offerta di servizi di pagamento, finora prerogativa esclusiva delle banche.

Si apre un nuovo mondo. Un’ampia categoria di operatori – iscrivendosi a un apposito albo e sotto il controllo diretto della Banca d’Italia – potrà affiancarsi agli istituti di credito nell’offerta di servizi come la gestione dei conti di pagamento, gli addebiti diretti, i bonifici, le operazioni con carte di pagamento, le rimesse di denaro e anche la concessione di prestiti.

Rimarranno invece esclusi sia dalla raccolta di risparmio sia dall’emissione di carte di credito, due attività che rimarranno appannaggio esclusivo degli operatori finanziari

… e in un giorno
Il secondo versante d’intervento riguarda invece l’operatività delle banche. Per la precisione i tempi di valuta e disponibilità degli accrediti. Che dovranno coincidere e restringersi. Ecco in sintesi le nuove tempistiche per i beneficiari:

Operazione
(accredito)
Valuta
(giorni lavorativi)
Disponibilità
(giorni lavorativi)
Bonifico 1 dalla ricezione dell’ordine (*) 1 dalla ricezione dell’ordine (*)
Assegno circolare 1 dal versamento 1 dal versamento
Assegno bancario 3 dal versamento 4 dal versamento
(dal 1° aprile 2010)

(*) Fino al 1° gennaio 2012 le banche possono estendere il termine fino a 3 giorni lavorativi per i bonifici on-line e 4 per quelli cartacei.

All’apparenza si direbbero cambiamenti minimi, ma lo sforzo di adeguamento delle procedure contabili interne può essere notevole. Per questo la norma prevede dei periodi-cuscinetto più o meno lunghi dopo che il decreto di recepimento entrerà in vigore con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Resta poi da vedere la reale volontà delle banche di applicare la nuova normativa, cosa che – come abbiamo già visto – non è del tutto scontata. (A.D.M.)

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